Non siamo i più indebitati d'Europa, anzi...

21 maggio 2014 ore 21:48, intelligo

di Luca Lippi

E se andassimo alle urne con la percezione che non siamo il paese più indebitato dell’eurozona, può aiutare?
Non siamo i più indebitati d'Europa, anzi...
I conti sono semplici. Parlare solo di debito pubblico non è del tutto corretto. In economia si parla di debito aggregato, che è composto dal debito pubblico (debito dello stato vs creditori pubblici o privati) e dal debito privato (debito contratto dalle famiglie e le aziende residenti nello stato). Secondo i parametri di Maastricht siamo ai vertici della criticità poiché tiene conto soltanto del debito pubblico, ma sta di fatto che la crisi che attanaglia l’Europa dal 2008 è diretta derivazione del debito privato. In buona sostanza si è innescata una spirale sottovalutata nella quale gli stati si sono trovati coinvolti loro malgrado. Spieghiamo meglio. L’origine della crisi vera e propria deriva da un aumento sconsiderato della spesa del settore privato che è stata finanziata dalle banche, determinando l’aumento del 27%, nei primi sette anni dell’euro, del debito privato. Questa si chiama bolla dei debiti privati da cui ha avuto origine realmente la crisi economica attuale.
Non siamo i più indebitati d'Europa, anzi...
Non siamo i più indebitati d'Europa, anzi...
Il debito pubblico è aumentato considerevolmente poiché gli stati hanno dovuto salvare le banche (per non inchiodare il sistema) dalla disinvolta concessione di credito. E’ la medesima cosa che è accaduta negli Stati Uniti. Fatta questa necessaria premessa, scopriamo che l’Italia non è il paese più indebitato, prima di noi ci sono nell’ordine Portogallo, Giappone, Belgio, Grecia, Olanda, Spagna, Regno Unito, Francia e Stati Uniti. Il debito aggregato dell’Italia è vicino al 250% del PIL, di questo 250% il 130% è composto dal debito pubblico, e non è in aumento come erroneamente è professato dal disfattismo imperante, il debito pubblico aumenta a causa della diminuzione del PIL cui si rapporta. Confrontando i dati della Germania che è il paese virtuoso per eccellenza, calcoliamo che il debito privato è maggiore di quello pubblico componendo un debito aggregato pari 200% del suo PIL. L’Italia è più vicina alla Germania (paese più virtuoso) che al Portogallo (paese meno virtuoso).In Italia potrebbe esserci un peccato originale, risalente alla decisione dell’esecutivo Berlusconi che unificò il ministero delle Finanze (entrate) e il ministero del Tesoro(uscite) in un unico ministero, quale è oggi, meglio noto come ministero dell’Economia. E’ un’anomalia cui molti hanno sottovalutato le conseguenze. La logicità di accentrare la gestione di entrate e uscite in un unico responsabile stride con la gestione tradizionale del bilancio che ha radici antiche. L’istituzione per eccellenza, la famiglia, prevedeva che il produttore di reddito metteva nelle mani della moglie lo stipendio per la gestione delle spese correnti. Questa coordinava le spese sulla capacità reddituale, possibilmente spendeva meno di quanto riceveva costituendo il famoso risparmio di cui l’Italia è stata detentrice del podio per decenni. Questo limitava anche l’indebitamento. A questo punto, operare una ristrutturazione di sistema è sicuramente più urgente che cambiare radicalmente la politica, a volte basterebbe fare un passo indietro e farsi rappresentare da galantuomini.
autore / intelligo
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