Indipendenza Veneto. Pan (Sindaco): “Il Consiglio regionale dovrà prendere atto. Saremo il volano per un’Europa dei popoli”

21 marzo 2014 ore 22:50, Marta Moriconi
Indipendenza Veneto. Pan (Sindaco): “Il Consiglio regionale dovrà prendere atto. Saremo il volano per un’Europa dei popoli”
Una freccia a Renzi, all’Europa e al Consiglio Regionale.
Il Sindaco di Cittadella, Giuseppe Pan, si è presentato questa mattina alle telecamere della trasmissione di RaiTre, Agorà, con la fascia del primo cittadino indossata orgogliosamente, ma non quella Tricolore. Sfoggiava, infatti, i colori rossogialli regionali, con tanto di leone di San Marco. Contattato da IntelligoNews tramite il Comune (l’attesa telefonica è sulle note musicali di Va pensiero, ndr), è iniziata con lui una lunga conversazione sull’identità di un popolo, sul “Plebiscito per l'indipendenza del Veneto” di cui si attendono i risultati e sull’esasperazione dei tanti, troppi, cittadini che non ce la fanno più a sostenere né Roma né quest’Europa. Sindaco, la sua fascia con i colori rossogialli regionali ha attirato l’attenzione dei media. Che rappresenta? «E’ un’iniziativa non solo di protesta, ma anche di appoggio, a quanto sta succedendo nei nostri Comuni veneti, a partire da quelli virtuosi. Ormai siamo stretti tra il Patto di Stabilità e le nuove vessazioni che vengono dal sistema centrale, e quindi siamo completamente bloccati. E’ impossibile fare una sola opera pubblica. Ci è stato espropriato il ruolo di sindaco e vogliamo appoggiare questo plebiscito democratico, che appartiene alla volontà del nostro popolo veneto, che mira alla proclamazione di un’indipendenza e poi a un referendum istituzionale che è previsto anche dagli organi internazionali ed europei». A chi la critica per la fascia Tricolore lasciata in un cassetto cosa risponde? «Questa è la nostra bandiera. La bandiera di un popolo millenario, del nostro Veneto. Tra l’altro la mettiamo nelle sedi istituzionali e non vedo quali problemi ci siano. E’ una forma di protesta che vuole pungolare tutti quelli che devono rendersi conto che qui in Veneto la situazione non è più sostenibile e abbiamo imprese che a centinaia chiudono, imprenditori che si uccidono ogni giorno, gente che non ha più lavoro e non capisce perché debba pagare tutti questi soldi a Roma, soldi di cui torna indietro quasi nulla. Perché in questo momento di crisi non possiamo investire in altro modo sulle nostre risorse?». Oltre che una risposta alle vessazioni dello Stato centrale, a qualcuno sembra che dietro a questa protesta si celi anche un’altra, quella contro i burocrati europei? «Nell’Europa abbiamo creduto talmente tanto da pensare che fosse la risposta che cercavamo. E’ un fallimento però nella pratica, questa moneta così forte ha tagliato fuori le nostre imprese, spiazzate sul fronte della concorrenza. Ormai non abbiamo più un confine, e non voglio rinfocolare anche questa polemica, ma ci sarebbe molto da dire. E’ evidente il problema: non abbiamo un dazio doganale, le merci entrano e concorrono con le nostre tranquillamente, ma quando noi esportiamo paghiamo fior di dazi. Non possiamo certo dire che quest’Europa ci piaccia. Spero che venga riformata al più presto e che il nostro autonomismo faccia da volano per un referendum istituzionale, per un’Europa vera dei popoli». Dal “Plebiscito per l'indipendenza del Veneto” cosa si aspetta? «E’ stato fatto dall’organizzazione Plebiscito.eu e non ha valore dal punto di vista istituzionale, ma è un segnale forte. C’è una forte spinta autonomista e c’è voglia di separarsi e di riprendersi in mano una storia, la propria storia millenaria». Quindi il dato non è solo politico, ma anche identitario… «Certo, siamo stati l’unica Repubblica per 1000 anni veniamo da questa storia. L’unione con l’Italia è stata fatta con un plebiscito che qualcuno definisce truffa, e dopo questo plebiscito ci sono stati 5milioni di veneti immigrati all’estero. Poi le due guerre che abbiamo vissuto poi la prima ha distrutto tutti i territori, non è che abbiamo avuto molto da quest’unione. Adesso, dopo tanti anni di lavoro e di contributi mandati a Roma, è giusto che noi pensiamo alle nostre risorse e reinvestiamo qui. Vogliamo un’indipendenza che sia un’indipendenza vera». Se si tratterà di una maggioranza schiacciante veneta per l’indipendenza, cosa produrrà oltre che un segnale? «Secondo me nella pratica il Consiglio Regionale del Veneto dovrà prendere atto della forte volontà del suo popolo, dovrà pensare a come istituzionalizzare il referendum per portare il Veneto alla proclamazione dell’indipendenza».
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