Russo (Pd): “Gasparri non strumentalizzi le parole di Napolitano. A Pan dico che i veneti sono 5 milioni…”

21 marzo 2014 ore 22:45, Lucia Bigozzi
Russo (Pd): “Gasparri non strumentalizzi le parole di Napolitano. A Pan dico che i veneti sono 5 milioni…”
“Anche a Trieste, come in Veneto c’è chi vuole l’indipendenza: sono rivendicazioni antistoriche ma è un segnale di malessere da guardare con attenzione e al quale saper dare risposte”. Francesco Russo, senatore dem, a Intelligonews affronta il caso che infiamma il Veneto e al sindaco di Cittadella replica: “Sono politicamente interessato a dialogare coi 700mila cittadini che avrebbero sottoscritto la petizione ma i veneti sono 5 milioni…”
Veneto indipendente, che segnale politico è? «E’ un segnale da guardare con grande attenzione perché tiene insieme fenomeni diversi presenti in diverse realtà del nostro paese. Per parlare di casa mia, Trieste, nei giorni scorsi si è costituito un movimento che vorrebbe l’indipendenza di Trieste dall’Italia sulla scorta dei trattati di pace del dopoguerra. Sono rivendicazioni antistoriche come l’idea della secessione in Veneto che però parlano di un malessere economico ma anche di identità rispetto alle risposte che lo Stato deve dare». Qual è la sua risposta? «La mia risposta è più Italia e più Europa: l’idea di far da soli è una grande illusione che anche nel passato, storicamente, ha generato in drammi che conosciamo». Cosa risponde al sindaco di Cittadella, Pan che a Intelligonews dice che l’esito del referendum on line sarà plebiscitario e che il consiglio regionale del Veneto ne dovrà prendere atto? «Rispondo che sono politicamente interessato a dialogare con i settecentomila veneti che sembrerebbero aver firmato la petizione on line; prendo atto che i veneti sono circa 5 milioni e che quindi ce ne sono 4.300 che la pensano in maniera diversa. Certamente è un segnale di malessere rispetto al quale ricordo che il lavoro che stiamo facendo in parlamento in queste ore e nelle prossime settimane sulla modifica dell’assetto delle province, delle città metropolitane e dei comuni; la riforma del Senato con un riconoscimento del ruolo delle autonomie e la riforma del Titolo V, va nell’ottica di dare risposte concrete alle domande che negli ultimi anni sono rimaste senza soluzione». Barroso e Van Rompuy fanno i sorrisetti, dicono che sosterranno le riforme italiane ma il 3 per cento non si tocca. Come può Renzi #cambiareverso all’Europa come ha twittato stamani? «Difendo Renzi rispetto ai sorrisetti ironici che ho visto e che rappresentano l’errore grande di chi in Europa pensa di avere una legittimità diversa e superiore da quella italiana. Gli italiani hanno molte responsabilità e il compito di ridisegnare un paese più serio rispetto al proprio futuro e a quello dei propri figli, ma l’Italia è uno dei pilastri anche economici dell’Europa e sta pagando per come è oggi l’Europa, non viceversa. Renzi sta ricordando che da parte di qualcuno, Germania in testa, occorre una visione più lungimirante nei momenti di difficoltà, meno egocentrica e più solidarista. E’ la visione solidarista che fa crescere tutti anche se la Germania se ne dimentica. Quando Renzi parla del 3 per cento lo fa per investire in infrastrutture e innovazione, non per fare spreco». E’ vero che Letta aveva avuto aperture dall’Ue sulla revisione del fiscal compact e in che modo Renzi potrà giocarsi questa chance? «L’Italia non chiede deroghe; l’Italia chiede che tutti ci si metta attorno a un tavolo per ridefinire le regole attuali che stanno bloccando un intero continente. Leggere lo sforamento del 3 per cento come una idea eccentrica dell’Italia è sbagliato. Credo che Renzi potrà approfittare del credito che oggettivamente, Monti e Letta hanno recuperato al nostro paese e alcune aperture e spiragli che sui erano intravisti e che Letta sicuramente contava di concretizzare durante il semestre europeo. Quello del fiscal compact potrebbe essere un tema; l’importante è che i principali partner assumano insieme la proposta di fare scelte coraggiose che da un lato ridiano centralità all’Europa e dall’altro investendo di più anche su personalità in grado di comunicare il sogno europeo, a partire dalla prossima Commissione. E’ altrettanto importante che tutti riconoscano che nessuno, neppure la Germania, può farcela da solo». Temi etici: Gasparri (Fi) a Intelligonews dice che la legge sull’eutanasia non passerà mai e critica la sollecitazione di Napolitano. Cosa risponde al suo collega? «Inviterei Gasparri a non strumentalizzare un tema così importante e a non interpretare le parole di Napolitano che non credo abbia fatto un intervento a favore dell’eutanasia. Io da sempre sostengo una posizione per così dire terza: secondo me i temi importanti legati al fine vita devono essere tenuti fuori non solo dalla piccola polemica politica ma anche da un accanimento legislativo che in qualche maniera chiede alla legge e talvolta alla tecnologia, di dare risposte che appartengono alla sfera più privata della persona».
autore / Lucia Bigozzi
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