Ascani (Pd): “Letta-Renzi, chi ha perso 2-0 sono i 5Stelle. Caso Salerno: fare chiarezza ma nessuno può sporcare il congresso”

21 novembre 2013 ore 13:28, Lucia Bigozzi
Ascani (Pd): “Letta-Renzi, chi ha perso 2-0 sono i 5Stelle. Caso Salerno: fare chiarezza ma nessuno può sporcare il congresso”
“La stabilità viene prima degli interessi di parte e questo significa dare più forza al governo. In Aula il Pd ha confermato il senso di responsabilità nei confronti del Paese anche se comprendo il malessere del nostro elettorato”. Anna Ascani, parlamentare dem vicina al premier Letta (al congresso voterà Renzi), non ci sta a prendersi le accuse dei grillini e di chi dentro il Pd soffia strumentalmente su un malessere che non nega. Ma oggi “la priorità è far ripartire lavoro e crescita e per questo serve un governo forte”. A Intelligonews spiega cosa è accaduto tra i dem nell’assemblea del gruppo e poi in Aula. E sul caso Salerno mette in guardia chi vorrebbe “sporcare il congresso”.
Onorevole Ascani, come ne esce il governo dal voto sulla Cancellieri? E' più debole? «Io dico di no. Capisco che qualcuno possa sostenere il contrario, in particolare quelli fuori dal gruppo parlamentare ma chi ne fa parte conosce l’importanza di compattarsi sul fatto che per noi oggi la stabilità viene prima anche degli interessi di parte. E questo significa dare più forza al governo». E il Pd più debole? «No, per la stessa ragione. Ci sono state fasi in cui la fiducia reciproca è venuta meno, come nel caso del voto su Prodi candidato al Quirinale: in quella fase ci si guardava con sospetto gli uni verso gli altri. Ieri ci siamo guardati in faccia e nonostante la scelta non sia stata semplice lo abbiamo fatto per il bene del paese e da questo passaggio il partito ne esce rafforzato pure di fronte a scelte impopolari relativamente al nostro elettorato». E questo è il punto: come glielo spiegate ai vostri elettori? Sui social molti iscritti e simpatizzanti vi accusano di non avere più una linea politica, né un’identità ma di rincorrere continui compromessi. «La linea politica del Pd da sempre e da quando abbiamo scelto di sostenere questo governo guarda al paese. Siccome votare la fiducia al ministro Cancellieri significa far cadere il governo sarebbe questa la cosa peggiore per il Pd e il paese. E’ evidente e capisco bene il malcontento della nostra gente e mi rendo conto che le aspettative fossero altre. Ma la priorità è far ripartire la crescita, il lavoro e per far questo abbiamo bisogno di un governo forte. Un esecutivo che di fronte agli attacchi mediatici cede, è un governo più debole. Lo spiegheremo così ai nostri elettori pur sapendo che non sarà semplice». Cosa risponde a chi dice che è Letta a dettare la linea politica al Pd? «Votare la mozione dell’opposizione è sempre un atto contro governo. Lo ha detto in assemblea Gentiloni: non si è mai visto che la maggioranza voti un documento dell’opposizione. Letta è sicuramente un’espressione del Pd ed è lì in quanto ex vicesegretario del Pd, scelto da noi e da noi voluto a Palazzo Chigi come nostro rappresentante; per cui è evidente che la sua parola conta. E quando ci dice che non si tratta più di un voto sul caso singolo ma un voto che potrebbe minare la stabilità del governo, è chiaro che esercita il suo ruolo di premier in un momento delicato e lo fa rivolgendosi direttamente al suo partito al quale chiede un atto di responsabilità. E la risposta del Pd è stata responsabile». Civati-Cuperlo, battaglia durissima. Civati che vota per disciplina di partito ma fa mettere agli atti della seduta parlamentare il suo disagio. Come commenta? «Ho letto l’intervento di Civati sul suo blog e ho ascoltato quello in Aula. L’attacco sul suo blog lo considero ingeneroso verso i colleghi; in Aula ha portato un malessere che non era solo il suo. Quando ci si assume una responsabilità importante come in questo caso lo si fa mettendo in conto anche una quota di malessere. Ho apprezzato il fatto che Civati abbia votato secondo le indicazioni del gruppo, la cosa che fin qui gli ho rimproverato è di non averlo fatto in altre circostanze. Le parole sul blog le ho trovate ingenerose nei confronti dei colleghi – Renzi e Cuperlo - che provano il suo stesso disagio e non si meritano di essere considerati come fanatici vicini ai poteri forti. E trovo inopportuno trasformare una vicenda come questa in un pezzo di campagna elettorale; inopportuno anche nei confronti dei nostri elettori e dei militanti che ogni giorno si impegnano per il partito, sul territorio e per la preparazione delle primarie». Alla fine tutti i candidati hanno fatto dietrofront. «Nonostante la campagna congressuale e il fatto che ciascuno dei candidati avesse interesse a radicalizzare le posizioni, tutti hanno risolto il proprio malessere – piccolo o grande – in un atto di responsabilità. Questo è un dato che sul piano politico fa ben sperare perché indipendentemente da chi vincerà l’8 dicembre, dimostra che chi guiderà il partito è in grado di assumersi responsabilità importanti». I grillini vi hanno attaccato duramente in Aula tacciandovi come traditori. Di Battista a Intelligonews ha detto che ha vinto Letta 2-0 su Renzi. Cosa risponde? «Sono le opposizioni che hanno perso 2-0. Noi abbiamo Letta e Renzi insieme, non vedo figure di elevato livello dall’altra parte. Se fossi in loro mi preoccuperei del fatto che nessuno al loro interno è in grado di avere la stessa forza che esprimono, in maniera diversa, Letta e Renzi». Caso Salerno, tessere gonfiate: indaga la procura. Che ripercussioni potrebbero esserci sul congresso del Pd? «Mi interessa che sia fatta chiarezza, su queste cose non si scherza. E’ bene isolare i casi, collaborare con chi deve verificare se ci sono state anomalie ma sarebbe sbagliato fare di tutta l’erba un fascio perché questo danneggerebbe non i singoli candidati, quanto il congresso del partito che con le primarie celebra il suo momento più alto di partecipazione. Sporcare questo momento di democrazia con casi singoli che vanno accertati e se vi sono responsabilità puniti, è un’operazione inaccettabile. Ci rimetteremmo tutti ed è necessario evitarlo soprattutto per rispetto nei confronti degli elettori e dei militanti che tengono aperti i circoli e fanno un lavoro enorme sul territorio per preparare il congresso. Occorre salvaguardare il congresso separandolo da questi casi-limite».
autore / Lucia Bigozzi
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