Adinolfi (Pd): “Ha vinto Renzi. Napolitano starà tra lui e Letta. Civati è come il buono dei film, muore sempre”

21 novembre 2013 ore 15:43, Lucia Bigozzi
Adinolfi (Pd): “Ha vinto Renzi. Napolitano starà tra lui e Letta. Civati è come il buono dei film, muore sempre”
“Di Battista non capisce la politica: a vincere sul caso Cancellieri è Renzi, non Letta”. Mario Adinolfi, giornalista, ex deputato dem, conosce bene le dinamiche interne al Pd e a Intelligonews ne svela alcune guardando oltre l’8 dicembre e tra il Nazareno e Palazzo Chigi. Immagina Letta, Renzi e Cuperlo attori di un film americano e a ciascuno assegna un ruolo…
Ieri in Aula la battaglia anti-dem dei grillini. Oggi Di battista a Intelligonews ha detto che Letta ha vinto su Renzi 2-0. Cosa risponde? «Che come al solito Di Battista non capisce la politica. Il vincitore della partita tra Renzi e Letta è Renzi. In questa vicenda, l’obiettivo di Renzi è spostare il più possibile il premier sul fronte pro-Cancellieri, obbligarlo a metterci la faccia. La partita di Renzi non finisce l’8 dicembre con la conquista del Pd ma ha un altro appuntamento che può essere tra tre mesi o al massimo un anno, e sono le primarie per la premiership del centrosinistra. L’unico avversario credibile in quelle primarie si chiama Enrico Letta. Renzi sta costringendo il premier a fare più errori possibili perché poi, con tutto il cumulo di errori sulle spalle, dalla Shalabayeva alla Cancellieri, dalle larghe intese alla legge di stabilità, battere Letta sarà ancora più semplice. Renzi non è Civati…». Cioè? «Civati è quello che nei film americani interpreta il buono che muore sempre. Il protagonista è Renzi, l’antagonista è Letta poi di solito c’è un buono che muore e in questo caso è Civati. Gli piace avere l’aura da martire per la libertà ma non riesce a tenere la parte fino in fondo. Io rispetto molto il modo di vedere di Letta e sostengo il modo di fare di Renzi. Trovo faticoso il modo di essere di Civati». Sta di fatto che al Pd la linea politica la detta il premier. «La linea politica del Pd la detta Napolitano. Letta, ovviamente, è il beneficiato della linea del capo dello Stato, ma la partita di medio periodo vedrà Napolitano spostarsi progressivamente in un punto mediano tra Letta e Renzi». Perché? «Sintetizzando al massimo, oggi lo schema è: Napolitano sta con Letta e non digerisce Renzi. Con Renzi segretario del Pd il dominus Napolitano tenterà di costruire la mediazione tra Letta e Renzi. Credo che l’intelligenza politica del capo dello Stato gli faccia aver chiaro che la vera stagione politica di Renzi comincerà prima che compia 40 anni e cioè entro al massimo un anno. E non penso – checchè se ne dica – che Napolitano voglia lasciare il Colle tra dodici mesi. Dunque, alla fine sarà Napolitano a dare l’incarico a Renzi. E questo toglie il sindaco di Firenze dal più grande impaccio che potrebbe esserci nel suo disegno che è l’elezione di un eventuale nuovo presidente della Repubblica». Caso Salerno: che ripercussioni politiche può avere sul congresso e sulla corsa di Renzi? «Sono argomenti strumentali, Renzi le primarie le ha già vinte. Cuperlo vedrà la sua percentuale dimezzarsi l’8 dicembre e tenta mosse disperate: andare a via dei Giubbonari facendo finta che fosse la ‘comune di Parigi’, cavalcare il caso Salerno. Sono tutte questioni che il cittadino medio non coglie. Non vedo impatti possibili rispetto a risultati delle primarie già scritti. Interessante è capire che forma di resistenza i Cuperlo o i Bersani tenteranno di fare il 9 dicembre». Secondo lei cosa faranno? Sente odore di scissione? «Sono convinto che non faranno una scissione ma chiederanno posti, come da tradizione. Lì dovrà essere bravo Renzi a non cedere. Fossi in lui li costringerei alla scissione non assegnandoli neanche una poltrona. Mi pare di capire che Renzi sappia già cosa deve fare e non ha bisogno dei miei consigli». Sì, ma come governerà il Pd visto che i rottamandi sono già saliti sul suo carro? «Renzi non dovrà destreggiarsi ma trasformare il Pd nel comitato elettorale di Renzi candidato premier. Cos’è il partito democratico americano se non il comitato elettorale del leader di turno? Renzi deve completare questa mutazione peraltro già immaginata da Veltroni ma lo deve fare senza le remore, i retropensieri, i familismi di Veltroni. Se non farà questo, Renzi verrà percepito dai cittadini come il segretario del Pd e non c’è niente di peggio alle politiche, elettoralmente, che essere percepiti come il segretario del Pd».
autore / Lucia Bigozzi
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