La Terra sotto i piedi? No, Marte

21 settembre 2013 ore 11:04, intelligo
di Giuseppe Tetto
La Terra sotto i piedi? No, Marte
Trascorriamo le nostre vite dando per scontato che la Terra su cui camminiamo e facciamo esperienza ogni giorno, sia un dato di fatto, perenne e immutabile. Dimentichiamo, però, (o ignoriamo indifferenti) che il nostro pianeta è un immensa creatura vivente e come tale rispetta, nei suoi tempi, le leggi immutabili dell’esistenza di questo universo:  ha avuto un inizio, poi una vita e, presto o tardi, morirà.  
Un fatto, questo, che gli scienziati hanno stimato avverrà fra circa 4 miliardi di anni, quando la Terra sarà vaporizzata a causa della morte del Sole. La nostra stella, infatti, esaurita la scorta di idrogeno, collasserà sotto la sua gravità trasformandosi in una gigante rossa, 100 volte più grande e 2 mila volte più luminosa. Ma tranquilli, l’uomo non vedrà mai quel momento. Secondo uno studio della University of East Anglia, in Gran Bretagna, la vita sul nostro pianeta potrà durare ancora “solo” 1,75 miliardi di anni. Dopo di che il pianeta entrerà nella "zona calda" del Sole provocando l'evaporazione delle acque e l'estinzione di ogni essere vivente. «Le condizioni per gli esseri umani e altre forme di vita complesse diventeranno impossibili già molto tempo prima – ha spiegato Andrew Rushby, autore dello studio – perché anche un piccolo aumento di temperatura per noi significherebbe la morte. Verso la fine solo microbi in ambienti di nicchia sarebbero in grado di sopportare quel calore». Numeri, quelli pubblicati sulla rivista Astrobiology, che però non tengono conto del genio e dello spirito di sopravvivenza della razza umana. Fino ad ora l’evoluzione ci ha riservato tante sorprese, con l’uomo che ha saputo entrare in connessione con gli strumenti messi a disposizione dalla natura, creando rivoluzioni tecnologiche senza precedenti. Cosa che avverrà inevitabilmente anche nei nostri 2 miliardi di anni rimanenti.
Studiando i tempi di evoluzione sulla Terra, il team di ricercatori ha, infatti, ipotizzato che per svilupparsi, le forme  “intelligenti” necessitano di moltissimo tempo. «Naturalmente - sottolinea lo studioso - gran parte dell'evoluzione è soltanto questione di fortuna. Ma attraverso il nostro studio abbiamo capito che specie intelligenti come gli esseri umani non potrebbero emergere dopo pochi milioni di anni. Basta pensare che l'uomo per evolversi ha impiegato un tempo pari al 75% della vita “abitabile” del pianeta». Per queste ragioni, stabilire il periodo di abitabilità della Terra è importante per capire se altri pianeti siano in grado di ospitare forme di vita. Gli astronomi hanno individuato circa 1.000 pianeti fuori del nostro sistema solare. La Terra è stata confrontata con otto attualmente in fase abitabile, tra cui Marte. «Se dovessimo trasferirci in un altro pianeta, Marte sarebbe sicuramente la meta favorita» ha detto Rushby. Questo sarà possibile sia perché è molto vicino alla Terra sia perché resterà nella zona abitabile del sistema solare fino alla fine del ciclo di vita del Sole, 6 miliardi di anni.
autore / intelligo
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