Cambio della guardia a Ballarò: Giannini da ospite a conduttore

22 agosto 2014 ore 12:52, Americo Mascarucci
Eugenio Scalfari dialoga con Papa Francesco e l’emozione gli gioca brutti scherzi, portandolo ad interpretare a proprio uso e consumo le parole del Pontefice e costringendo la sala stampa vaticana a smentire, rettificare, correggere; Ezio Mauro detta la linea al Governo quasi fosse una sorta di “premier occulto” l’alter ego di Renzi. Come Scalfari anni fa aveva l’abitudine di dettare la linea a Ciriaco De Mita considerato dall’esimio “barba papà” una sorta di “statista del terzo millennio”, così il buon Mauro ama fare il tutore, del centrosinistra prima, del Pd renziano oggi. Il partito di Repubblica è forte, autorevole, è la voce degli ambienti radical chic, molto chic ma sempre ben disposti ad abbracciare il “proletariato” in marcia, specie se il proletario in versione Rifondazione Comunista o Sinistra Ecologia e Libertà serve a vincere le elezioni. Il partito di Repubblica è stato sempre rigorosamente anti craxiano prima e anti berlusconiano poi, per diventare nel corso degli anni filo Prodi prima e filo Veltroni poi, in salsa sempre coerentemente anti-dalemiana. I suoi giornalisti, più che commentatori, sono stati sempre visti come soloni, perché il verbo di Repubblica non è propriamente il verbo di qualsiasi altro quotidiano italiano. Uno di questi eminenti soloni del giornale partito approderà presto in Rai.
Cambio della guardia a Ballarò: Giannini da ospite a conduttore
Si tratta dell’editorialista di punta Massimo Giannini che andrà a sostituire Giovanni Floris al timone di Ballarò, il programma di prima serata di Raitre ogni martedì. Giannini è di casa a Ballarò, dal momento che all’incirca ogni due settimane era ospite fisso di Floris, che presto andrà in onda su La7. Spiace non vedere più Giannini in studio come ospite mentre manda su tutte le furie il berlusconiano di turno, attraverso ragionamenti apparentemente buonisti, altamente sofisticati, ma duri come pietre. Ascoltavi Giannini e dicevi fra te: “Quando arriva la sassata?”. Proprio così, perché alla fine del ragionamento c’era sempre il colpo di grazia, diretto quasi sempre contro Berlusconi e il centrodestra e sempre capace di far perdere le staffe all’interlocutore destrorso. Giannini però non se la prendeva soltanto con l’ex Cavaliere e i berlusconiani duri e puri; il ministro Beatrice Lorenzin era fra le sue “vittime” preferite, al punto da mettere più volte a nudo negli ultimi mesi la pretesa della stessa di smarcarsi dal berlusconismo: e allora giù a ricordare che Angelino Alfano, prima di essere folgorato sulla via di Renzi, era stato il promotore delle leggi ad personam del Governo Berlusconi. Dovevate vederla la ministra come masticava amaro!
Cambio della guardia a Ballarò: Giannini da ospite a conduttore
Dalla prossima stagione saremo costretti a vedere Giannini nelle vesti di conduttore, ruolo che inevitabilmente comporterà per lui l’esigenza di un certo ridimensionamento equilibrista. Non potrà più lanciare le pietre verbali contro gli interlocutori ma dovrà condurre il dibattito, mantenendosi il più possibile fuori della mischia. Non sarà un arbitro perfetto come non lo è stato mai Floris e come non lo è nessun conduttore di talk politici, ma su di lui sarà ben puntato il “fucile” degli avversari, i berlusconiani su tutti, pronti a censurare la minima invasione di campo, il minimo accenno di faziosità per poi protestare all’indirizzo dei vertici Rai. Intanto i primi “proiettili” contro Giannini li hanno sparati i giornalisti del servizio pubblico, le cosiddette “risorse interne” insoddisfatte dell’arrivo dell’ennesimo esterno nei corridoi di Viale Mazzini. Pare che le proteste si siano fatte sentire ai piani alti di Viale Mazzini. Proteste forti, ma mai quanto il partito di Repubblica.  
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