Quirinale, Puppato: “Mi sono rotta le scatole: tocca a una donna, io tifo Anna. L'apertura di Berlusconi secondo me"

22 dicembre 2014 ore 16:36, Lucia Bigozzi
Quirinale, Puppato: “Mi sono rotta le scatole: tocca a una donna, io tifo Anna. L'apertura di Berlusconi secondo me'
“E’ l’ora di una donna al Colle: per me la migliore opzione è Anna Finocchiaro”. Laura Puppato, senatrice dem, non si nasconde dietro i tatticismi politici già scattati per il dopo-Napolitano e a Intelligonews spiega perché senza tralasciare un’analisi obiettiva sui pregi e difetti della legge di stabilità… Partita per il Colle: Bersani evoca una figura autonoma, Renzi dice che serve una maggioranza molto ampia, Salvini sostiene che va bene anche un nome di sinistra purchè non sia Prodi o Amato; Alfano propone il profilo di un cattolico. Chi è allora? «Questo toto-Quirinale mi appassiona poco perché da almeno qualche mese a questa parte sto dicendo che per parte mia, ci vorrebbe una figura femminile al Colle. Figura che ha tutte le caratteristiche citate nella sua domanda. Una figura femminile con una storia importante che possa garantire il futuro del Paese sulla scorta delle competenze che l’hanno forgiata e resa capace di essere garante della Costituzione e un riferimento per l’Italia in quanto presidente della Repubblica». Chi è? Sta pensando a Roberta Pinotti? «Il nome della Pinotti è tra le ipotesi che si stanno facendo. Diciamo che per la sua storia personale, ritengo che la più idonea sia la figura di Anna Finocchiaro rispetto agli altri nomi femminili che mi vengono in mente, dalla Pinotti alla Bonino. Anna Finocchiaro rappresenterebbe una notevole garanzia di autonomia di pensiero e di equidistanza da tutti i leader che fin qui si sono manifestati. E se vogliamo parlare chiaro, l’autorevolezza della sua figura derivante dalla storia di magistrato ma anche di politico, rappresenta un unicum. Non solo, dalla sua c’è anche il lavoro molto serio, approfondito, capace di allargare il consenso, su un tema difficile come quello della riforma costituzionale: come presidente della Commssione Affari Costituzionali, infatti, ha dalla sua parte anche questo recentissimo impegno che, peraltro, l’ha vista lavorare fianco a fianco con Calderoli, il quale ha avuto per lei parole di stima e grande apprezzamento anche per la capacità di mediazione dimostrata dalla Finocchiaro. Insomma, il suo sarebbe un nome obiettivo e fuori dai classici schemi della politica. Ma il tema è un altro…». Quale? «Sembra che i nomi che si fanno fino alla metà di gennaio siano destinati ad essere bruciati. Allora, a questo punto diciamo un’altra opzione, anche se mi sembra veramente assurdo che un nome così autorevole si possa bruciare solo perché lo si ritiene il nome migliore». Fuori l’altro nome. «Io ho espresso da tempo due personalissimi pensieri. Il primo riguarda Anna Finocchiaro, il secondo è quello di Emma Bonino. Entrambe hanno dalla loro parte come elemento che dalla politica classica potrebbe essere considerato negativo, il fatto di non essere ‘lady like’, nel senso che non sono ‘piacione’. Sono due donne assolutamente piacenti e anche molto belle, Anna in particolare è una figura notevole di armonia e bellezza, seppure matura. Entrambe non sono ‘lady like’ nel senso che in nessun caso hanno “approfittato” dell’essere donna per “fare carriera” sotto una certa ala protettiva e quindi hanno sempre vissuto del loro, della loro capacità di essere autorevoli, spesso e proprio per questo mettendosi in posizione marginale da un certo potere ma tornando sempre a galla come deve accadere quando una persona vale». Come legge l’apertura di Berlusconi a un candidato del Pd «Secondo me Berlusconi gioca questa partita come gioca le altre e per certi aspetti è prevedibile: lui la spara grossa, poi si accorge che Renzi avendolo ‘studiato’ meglio dal punto di vista antropologico rispetto agli altri leader lo manda letteralmemte a quel Paese dicendo: non rispetti la parola? Bene, andiamo al voto. Non rispetti più i patti? Bene, vai a spiegarlo tu agli italiani perché noi andiamo avanti. Siccome Berlusconi l’ha sparata grossa anche stavolta tentando di dire che il candidato per il Colle doveva passare per il loro campo, si è reso conto che il candidato potrebbe passare lungo un asse trasversale, dal Pd a Sel, con M5S, Alfano e forse anche con le Autonomie e Scelta Civica. L’aver compreso che il rischio per lui potrebbe essere quello di restare fuori dai giochi,  ha fatto marcia indietro accondiscendendo a una candidatura del Pd». Sel dice che in realtà l’obiettivo di Renzi è bruciare il nome di Prodi che Vendola invece propone come candidato al Pd. Cosa risponde? Lei lo voterebbe Prodi? «Prodi è sicuramente una persona votabile: una parte di noi ha pianto lacrime calde per il tradimento dei 101. Detto questo, faccio due considerazioni. La prima: non mi pace il gioco maschile che non vede sul tavolo di discussione il nome di una donna e francamente mi sono rotta le scatole... La seconda: Vendola che cita Prodi sul quale sicuramente Berlusconi metterà il veto come ha già fatto Salvini anche con l’opzione Amato, penso sia un gioco al massacro e ribadisco il concetto iniziale». Legge di stabilità: molti giornali oggi titolano che saranno partite Iva e precari a pagare le pensioni d’oro. E’ così? «Ci mancherebbe altro… saremmo caduti dalla padella nella brace. Non è così perché le partite Iva cui anche io appartengo, in realtà hanno avuto una serie di norme a vantaggio tra le quali il credito di imposta cui si aggiunge la riduzione di oltre 4,5 miliardi di Irap. Dopodichè, il dato che ha visto aumentare i contributi all’Inps portandoli alla soglia ragguardevole del 30 per cento sono un onere, non sono una penalizzazione perché maggiori contributi all’Inps significano maggiore garanzia di avere una pensione più alta. Quindi, sono contributi che paghiamo per noi stessi. Che ci sia ancora molto da sforbiciare è fuori discussione così come è palese che questa sia una manovra che ha voluto esplicitamente investire tutto ciò che è riuscita a recuperare sul lavoro per garantire lavoratori e disoccupati, come ad esempio, l’assunzione a tempo indeterminato per tre anni a tutele crescenti. Ricordo la conferma dei 9 miliardi e mezzo a copertura degli 80 euro in busta paga per i lavoratori con redditi medio-bassi. C’è dunque una strategia, una precisa visione in questa finanziaria, anche se non mancano gli errori». Quali sono? «Riguardano battaglie su cui si è cercato di far ragionare la Commissione e il governo senza esserci riusciti: mi riferisco ad esempio all’aumento dell’Iva sul pellet o delle accise sui distillati; essendo un’eccellenza italiana è un peccato non rendersi conto che così facendo favoriamo la concorrenza internazionale. Tuttavia, l’impianto della legge è tutto a favore del lavoro».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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