Airaudo (Sel): “L’Italicum favorisce il centrodestra. Fmi, fallimento del rigore di Letta e Monti”

22 gennaio 2014 ore 13:46, Lucia Bigozzi
Airaudo (Sel): “L’Italicum favorisce il centrodestra. Fmi, fallimento del rigore di Letta e Monti”
L’Italicum di Renzi e Berlusconi apre un “vulnus democratico” di rappresentanza. A Intelligonews Giorgio Airaudo, parlamentare di Sel promette battaglia su preferenze e soglia all’8 per cento fuori dalla coalizione. Con un’apertura agli antirenziani dem in vista delle europee ma soprattutto delle politiche…
Onorevole Airaudo al Nazareno c’è il … Cavalier Renzi? «Non è questione di berlusconismo di sinistra: c’è Renzi con una politica sbagliata, un rilancio di Berlusconi che non era necessario e una legge elettorale in continuità con il Porcellum che rischia di sacrificare la rappresentanza sociale a vantaggio dei più forti. E non mi riferisco ai partiti…». E a chi? «A chi nella società si può permettere di non avere una rappresentanza». I soliti poteri forti? «Diciamo i soliti poteri, se sono più o meno forti dipende dalle occasioni, dagli interessi. Il punto è che possono premere sulla politica e non hanno bisogno di rappresentanza, mentre le persone più deboli a partire dal mondo del lavoro hanno bisogno di una rappresentanza che viene esclusa con la soglia di accesso all’8 per cento fuori dalla coalizione. Una soglia presente solo in Turchia per tenere fuori i curdi o nello schema regressivo greco. Sul piano della legge elettorale questo apre un vulnus democratico». Qual è il rischio? «Col livello di astensione che abbiamo nel nostro paese c’è il rischio che se anche uno raggiungesse il 35 per cento rappresenterebbe meno del 25 per cento ma avrà una maggioranza assoluta, sarà condizionante nell’elezione del capo dello Stato con gli effetti che poi discendono dalle prerogative del Colle ad esempio la Corte Costituzionale». La battaglia per le preferenze storicamente non appartiene al Pd. Cosa c’è dietro al tifo della curva sud della sinistra dem? «Non è un problema di cambio. All’alba della seconda repubblica e con tutto quello che era successo prima, i cittadini ritenevano che le preferenze fossero fonte di corruzione specie in alcune zone del paese ed hanno chiesto alla politica di emendarsi da questo sistema. Ma dall’assenza di preferenze siamo passati al totale scollegamento tra la rappresentanza territoriale e sociale e ai nominati dai partiti: un problema democratico bello e buono. Oggi le persone vogliono scegliere le persone, non solo i partiti perché sono le persone che fanno la differenza. Insomma, è cambiato l’umore dell’opinione pubblica; eppoi le preferenze ci sono alle regionali, europee, comunali, non si capisce perché non vadano bene per le politiche. Magari potremmo limitarne il numero a due tutelando la rappresentanza di genere ma bloccare questa richiesta, significa dare uno schiaffo alla domanda di rinnovamento della politica che viene dalla gente». Renzi ha detto che Berlusconi ha posto il veto sulle preferenze come conditio sine qua non per chiudere l’accordo sulle riforme ma che se qualcuno riesce a convincerlo, lui non è contrario alle preferenze. Cosa risponde? «Renzi si metta d’accordo con se stesso. Non è che una volta usa i mandati per dire sono stato votato per cambiare e altre volte spiega che è impotente a decidere. Lui ha fatto una scelta, poteva mediare su altro». Ora la battaglia dei partiti minori e della minoranza Pd si sposta in Parlamento: che succede oggi in Commissioni Affari Costituzionali? «Oggi viene consegnato il testo che azzera tutti i precedenti testi e si inizierà la discussione sulla proposta concordata da Renzi e Berlusconi: penso che il parlamento debba modificare profondamente questo modello, a partire dalla soglia esterna alla coalizione fino al meccanismo che hanno costruito e che risulta molto squilibrato». Vendola ha già detto no all’Italicum. La sinistra a sinistra del Pd che farà per sopravvivere? «Penso che la sinistra debba puntare a partire dalle europee, superando vecchi rancori e veti incrociati, a una lista per ‘un’altra Europa’ che unisca le culture della sinistra, le culture ecologiste, sia capace anche di dimostrare una propria vivacità e rappresentanza e sia in grado di intercettare la critica che c’è nell’elettorato Pd». Un esperimento che ammesso funzioni per le europee potrebbe riproporsi per le politiche e portare a una scissione degli antirenziani, da Cuperlo ai bersaniani? «Fin quando c’è il sostegno del Pd al governo Letta, non vedo possibilità di nessun movimento dentro il Pd più di quello che vediamo oggi: ci sono delle minoranze e c’è una maggioranza molto vasta. E’ l’esistenza del governo Letta che tiene insieme il Pd con aspetti paradossali perché su alcuni temi sono le minoranze a sostenere di più il governo rispetto alla maggioranza del partito, che impedisce qualunque discussione al di là dei posizionamenti interni». L’Italicum privilegia le coalizioni ma non è un boomerang per la sinistra? «Certamente. Questo modello vede il centrodestra capace di un'aggregazione numerica di forze politiche superiore alle possibilità dello schieramento di centrosinistra ed è per questo che sarebbe importante che fuori dal Pd si costruisse un accumulo di forze e da questo punto di vista le europee sono un buon banco di prova: altrimenti, rischiamo di lavorare un’altra volta per il Re di Prussia». L’Fmi segnala la ripresa in Europa ma non in Italia. Perché? «Le politiche del governo Monti e oggi di Letta certificano il fallimento della linea rigorista. Serve un cambio di politiche in Europa e in Italia e serve un’altra maggioranza, oltre il governo Letta». Ma sul tavolo di Palazzo Chigi c’è il Letta bis o il rimpasto. «In entrambi i casi è la continuità dentro i vincoli delle politiche europee che non funzionano. Il punto è creare occupazione: non basta offrire i lavoratori a un costo più basso o a diritti più bassi. Per questo noi abbiamo presentato un New Deal italiano: occorre far ripartire un ciclo di occupazione e senza l’intervento pubblico questo non può avvenire».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...