Nazareno, Furlan (Fi): “Vi spiego la genialata di Berlusconi. Martino piace anche alla Rete”

22 gennaio 2015 ore 13:20, Lucia Bigozzi
simone furlan“Il Patto del Nazareno? Una genialata di Berlusconi”. “I fittiani sono ininfluenti dentro Fi, meglio se escono”. Due concetti chiave attorno ai quali ruota l’analisi di Simone Furlan, esponente di punta di Fi e molto vicino a Berlusconi, che a Intelligonews parla di Quirinale, Patto del Nazareno ma anche del riavvicinamento tra il leader azzurro e Alfano… Furlan, lei ha il filo diretto con Berlusconi. Lo ha sentito in queste ore? Cosa vi siete detti? «In realtà non ci siamo sentiti : in queste ore così delicate io lo lascio tranquillo perché so quanto impegno sta mettendo nella partita del Quirinale, ma l’ho visto dieci giorni fa per la campagna elettorale in Veneto. Il presidente mi ha manifestato tutta la sua determinazione affinchè vi sia un capo dello Stato che sia veramente arbitro super-partes e la consapevolezza che per quanto riguarda la legge elettorale, il punto sul premio di maggioranza alla lista anziché alla coalizione non era poi così male». Fatto sta che il Patto del Nazareno 2 sancisce un cambio di maggioranza. Lei cosa ne pensa? «Berlusconi non mi ha mai manifestato un’intenzione in tal senso. Secondo me non c’è un cambio di maggioranza e tutto è molto più semplice e lineare di quanto si dica, si pensi o si scriva. Renzi e Berlusconi lo hanno detto chiaramente che il Patto del Nazareno è finalizzato alle riforme per consentire all’Italia di andare verso due schieramenti contrapposti e con regole ben chiare. La legge elettorale è il primo atto di democrazia: sapere il giorno dopo il voto chi governa per cinque anni. Chi dice che Berlusconi si è sottomesso a Renzi dice una boiata. Il presidente ha visto nel premio di maggioranza alla lista il coronamento del sogno del ’94: due grandi schieramenti e ciò costringerebbe anche le forze politiche del centrodestra a restare unite, a stare insieme». E a chi, come la minoranza dem, ritiene che sia Renzi a essersi “sottomesso” a Berlusconi cosa risponde? «Fin dall’inizio ho avuto l’impressione che il Patto del Nazareno in realtà fosse una genialata di Berlusconi, nel senso che il leader di Fi ha dato a Renzi la possibilità di governare sapendo che al suo interno il premier aveva ed ha i franchi tiratori pronti a massacrarlo. E ieri Berlusconi lo ha salvato. Renzi da Davos ha detto che i dissidenti dem sono ininfluenti e questo grazie a Berlusconi». Quindi senza Berlusconi Renzi non governa? «Assolutamente sì. Ma il punto è circoscritto alle riforme perché il leader di Fi non è disposto a salvare il premier su tutto. Noi siamo molto distanti dal Pd ad esempio sul capitolo delle misure economiche e sulla politica economica che questo governo sta adottando. Credo che sia giusto votare le riforme insieme al Pd ma non altro. Poi vedremo se Renzi è in grado di governare da solo». Se Renzi ha i suoi dissidenti, Berlusconi non è messo meglio. Diciamo che i dissidenti sono equamente ripartiti dentro Fi e Pd. Da questo punto di vista come giudica l’azione dei fittiani e quali effetti avrà sulla tenuta del suo partito? «Ma sono gli stessi che una volta si facevano chiamare lealisti? Me lo domando perché oggi sembrano l’opposto. Per fortuna si tratta di una manciata di persone che portano avanti le vecchie abitudini della Dc della prima Repubblica, tra correnti e rivendicazioni varie. La verità è che i fittiani sono ininfluenti all’interno del partito e la Fi del futuro non ha bisogno di personaggi che appartengono a logiche del passato». Ma cosa risponde all’obiezione di Fitto che non digerisce il Patto del Nazareno perché toglie voti a Fi e snatura la sua identità? «Credo sia un ragionamento pretestuoso perché la lotta interna di Fitto e della sua 'ciurma' di parlamentari è iniziata molti mesi fa. Ricordo un Ufficio di presidenza dove volarono gli stracci; credo che in questa fase abbia colto l’occasione per tirare fuori argomenti che in qualche modo potrebbero abbagliare gli elettori paventando il rischio di una subordinazione di Fi al Pd. Cosa assolutamente non vera: ragiona così solo chi non ha capito qual è il vero dna di Berlusconi, la sua storia prima di imprenditore e poi di politico di successo. Peculiarità che ci insegnano che se il presidente ha visto nel premio di maggioranza alla lista un elemento positivo, vuol dire che ha in testa un progetto che ancora noi non vediamo, Fitto in primis». Insomma: scissione sì o no? «Beh, troppo comodo restare dentro Fi così. Io mi auguro che i fittiani se ne vadano perché se non condividono la linea del partito non si capisce per quale motivo restino ancora al loro posto. L’altro giorno nella riunione dei senatori a Palazzo Grazioli il voto sull’Italicum è passato con 47 sì e 11 no dei fittiani: ecco, in democrazia uno si adegua alle decisioni della maggioranza pur pensandola diversamente. Guardi, arrivo perfino a dire che auspico che sia il presidente a metterli fuori da Fi perché se vogliamo ricostruire un partito nuovo non possiamo avere personaggi vecchi e non mi riferisco, ovviamente, all’età anagrafica. Fitto vive da sempre di politica e grazie a Berlusconi». Dopo insulti, strappi, porte sbattute e adii cosa c’è tra Berlusconi e Alfano? Insieme per il Colle ma non solo, come da ieri pare chiaro. «Frequentando Berlusconi sto crescendo e imparando tanto. Sì, ho guerreggiato molto, politicamente s’intende, con Alfano ma Berlusconi mi ha spiegato come sia fondamentale mettere da parte talune posizioni per mettere davanti gli interessi del Paese ed è evidente che se non ricuciamo lo strappo nel centrodestra anche con il partito di Alfano per presentarci come uno schieramento unito e compatto, noi non potremmo tornare a vincere. Aggiungo un piccolo inciso…». Prego. «Questo non vuol dire che, ragionando in prospettiva, Alfano sarà il nostro segretario. Penso che lui conterà per quel due per cento che oggi conta in termini di consenso elettorale». E come la mette con Salvini che dice che se Berlusconi resta con Renzi lui di Fi non ne vuole sentire parlare e andrà avanti da solo? «Beh, se è coerente con quel che dice, lo faccia anche in Veneto dove governa la Regione solo grazie ai voti di Fi. A maggio nella mia regione ci sono le regionali, se è così forte e bravo corra da solo… Credo che Salvini stia cavalcando il populismo e la demagogia sapendo perfettamente che non dovrà mai dimostrare di applicare le cose che dice. Quindi, può anche dire che gli asini volano perché tanto non dovrà mai dimostrarlo». Toto-Quirinale. Berlusconi ha lanciato la candidatura di Martino per il primo voto. Lei condivide la scelta? «Sui social network ho notato che per Martino c’è un grande affetto. Da settimane è partito il tam tam tra la base che lo indica come candidato ideale dimostrando il proprio gradimento. Io reputo Martino una straordinaria personalità che davvero potrebbe aprire una fase nel Paese di grande responsabilità ed equilibrio nei confronti di tutti. Bisogna poi vedere se nelle prime tre votazioni ci sarà la convergenza delle altre forze politiche sul nome di Martino, ma è giusto che Fi indicasse il proprio candidato».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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