Mercati, tutti i segreti e le spiegazioni che volevate sapere

22 luglio 2014 ore 16:42, intelligo
Mercati, tutti i segreti e le spiegazioni che volevate sapere
di Luca Lippi.
Quanto sentiamo parlare, spesso a sproposito, del Mercato? Chi ne parla, ne conosce realmente le dinamiche? Soprattutto, quanto è credibile il Mercato? Quanto influisce la “mano invisibile” di Smithiana concezione, e quanto la scelleratezza di chi non sa di non sapere? Cogliamo l’occasione per fare luce su una dinamica di Borsa, citando una velata critica alla categoria, cui lo scrivente appartiene, mettendo in guardia “investitori da tastiera” che non vogliono capire di essere una flebo nutriente per gli intermediari (banche). La base per operare scelte operative sono sempre i dati Macroeconomici, fra questi il più importante di tutti è il PIL che è un indicatore sintetico di una valanga di dati utili per determinare l’andamento economico di un Paese. Per spiegare il funzionamento della dinamica di cui sopra, prendiamo a parametro gli Stati Uniti (la Borsa Italiana è ininfluente, poco più grande che quella Portoghese che è l’ultima al mondo per dimensioni). Calcolare il PIL è tutt’altro che operazione semplice. Negli USA il calcolo è trimestrale, ma le revisioni sono mensili, dunque nei fatti il calcolo è mensile per gli operatori professionali, la pubblicazione ufficiale è trimestrale. Abbiamo analizzato i dati USA del trimestre precedente e abbiamo notato un’anomalia che riteniamo interessante divulgare. La premessa è che le letture mensili del PIL non possono essere troppo differenti, e questo è quanto è accaduto nella stragrande maggioranza delle serie storiche. Tuttavia nel trimestre scorso è accaduto quanto segue: trimestre Gennaio-Febbraio-Marzo 2014, gli Stati Uniti sono investiti da un’ondata di gelo particolarmente violenta, specie nel mese di gennaio, e questo influisce notevolmente sui trasporti che sono determinanti per tutta la rete commerciale e produttiva di qualsiasi Paese. Questo ovviamente ha indotto gli Economisti ad abbassare le stime del PIL rispetto alla chiusura del trimestre precedente di oltre un punto percentuale. A dicembre 2013 il PIL Usa registrava una crescita al 2,6%, la previsione prudenziale degli Economisti per il primo trimestre 2014 fu di una crescita non superiore all’1,2%. Fonte ANSA 30 aprile – “economia USA primo trimestre cresciuta solo dello 0,1%”. Il comunicato ANSA riporta fedelmente il comunicato del Dipartimento del Commercio USA. Che è successo? Come mai un errore così grande da parte dei professionisti dell’alta finanza? Sarà stato un errore? Vediamo cosa è successo in Borsa, con un dato così catastrofico. Il S&P500 era poco sotto quota 1880 punti, ad aprile rimane stabile, alla fine di maggio addirittura sale a 1920 punti. A questo punto gli Economisti si aspettano la conferma della previsione del PIL a +0,1% e invece a fine maggio il PIL segna -1%. Secondo la logica l’Indice S&P500 dovrebbe crollare, e invece sale fino 1960 punti. Per fine giugno gli Economisti per non sbagliare prevedono il PIL a -1,2%, il dato ufficiale del trimestre, invece, è -2,9%. A questo punto, l’investitore da "tastiera" scommette anche la nonna sul crollo dei Listini, non può essere altrimenti. La laconica conclusione della vicenda è che la chiusura di Borsa del 21 luglio è stata 1973,63 punti. Povera nonna! Economisti e Dipartimento del Commercio hanno commesso errori su errori, e anche da matita blu, com’è possibile? Le risposte sono due: dipende dalla capacità di “realismo” di chi sceglie una o l’altra; la prima è che gli errori non siano affatto casuali, la seconda che “può succedere” (non a professionisti che muovono masse di denaro da far saltare economie di interi Paesi). Per esperienza di chi scrive, le previsioni si sbagliano, e gli Economisti sanno dire esattamente perché le hanno sbagliate. Per riassumere, e per chi ci segue con attenzione, nulla è per caso, in speciale modo su questioni finanziarie. Inoltre, quando si associa il nome di uno o di un altro “boiardo” del panorama politico/economico alla lobby di Goldman Sachs, ricordiamo che Goldman Sachs aveva previsto l’aumento del PIL USA di 3% nel primo trimestre! O siamo nelle mani di una mostruosa accolita d’incompetenti, oppure a pensar male…
autore / intelligo
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