Europee, Civati (Pd): “Renzi ha fatto una campagna molto su di sè e i suoi capilista. Spero vada bene"

22 maggio 2014 ore 12:38, Lucia Bigozzi
Europee, Civati (Pd): “Renzi ha fatto una campagna molto su di sè e i suoi capilista. Spero vada bene'
“Le accuse dei 5Stelle? Umilianti per chi le dice”. Nessun governo Grillo-Casaleggio “non hanno i voti per governare da soli”. Due concetti che Pippo Civati, parlamentare dem, approfondisce nella conversazione con Intelligonews, senza tralasciare opzioni e scenari del dopo-voto…
Onorevole Civati, lei si sente un rappresentante della mafia come l’ha definita Di Battista (M5S)? «Guardi, non mi aspetto nulla da persone così. Tra l’altro non solo hanno fatto riferimento alla mafia ma hanno detto addirittura che io pago per stare in parlamento… Lo ritengo un modo di rappresentare le cose umiliante per chi lo dice». Il governo Grillo-Casaleggio è una suggestione o è uno scenario in campo se il voto europeo dovesse premiare i 5Stelle? «Non credo proprio, anche perché non volendo allearsi con nessuno non hanno i voti per fare un governo monocolore. Non penso che ci sarà questa situazione; ricordo che non si vota per le politiche, quando ci torneremo allora vedremo». L’esito del voto europeo condizionerà comunque l’andamento della legislatura e la solidità di governo e maggioranza. Secondo lei in che modo? «Sì, assolutamente. Anche perché vediamo che tutti sono in campo e non c’è alcuna terzietà del governo: Renzi mi pare abbia voluto fare una campagna elettorale molto su di sé, coi suoi capilista. Spero vada bene e lo dico positivamente. Non credo che nessuno sappia come andrà a finire: io sono impegnato sul territorio più di quanto non lo sono stato per la mia campagna elettorale per le primarie». E che paese incontra? Cosa le dice la gente? Sarà un referendum su Renzi o sull’euro? «Ritengo sbagliato ogni volta rappresentare questo voto come un esercizio accademico sugli equilibri interni al paese anziché sul vero obiettivo, cioè le europee. Il punto è che il protagonista assoluto è l’astensionismo anche dal punto di vista di quello che potrà accadere a urne chiuse. Chi riuscirà a riportare le persone indecise al voto, vincerà le europee». Perché un elettore indeciso tra Grillo e Renzi dovrebbe scegliere il Pd. Qual è la vostra nuova cifra? «La cosa più forte che avverto incontrando la gente è il distacco dalla politica e questa è una situazione trasversale, a destra come a sinistra. Vedo una grande crisi negli elettori di centrodestra per la vicenda di Berlusconi e vedo riemergere radicalismi, non li chiamo populismi perché è una categoria inflazionata. Dico però che non è un bello spettacolo ed è questa l’impressione generale. Quanto al Pd ci sono opinioni alterne: c’è chi è molto contento, chi è un po’ scettico: vediamo chi prevarrà». La partita ormai è a due: Renzi vs Grillo? «Non è proprio vero: il centrodestra in tutte le sue sfaccettature da Fi a Ncd a Fdi alla Lega, tutto sommato rischia di avere un terzo dei voti. Dire che la partita è tra Renzi e Grillo, buttarla sul derby mi sembra una rappresentazione un po’ comoda, anche perché ci sono le liste, il proporzionale, le preferenze». Cosa dice a un elettore indeciso? «Dico che noi entriamo in una grande famiglia europea, quella del Pse, che mi auguro sia più forte e radicale nel cambiare l’Europa. Il Pse può vincere e una grande forza europea può davvero modificare il corso delle cose. La vera domanda da fare a Grillo e mi sembra che finora sia rimasta in punta di penna è un’altra…». Quale? «Qual è la collocazione dei 5Stelle nel parlamento europeo? In quale gruppo parlamentare entreranno? Dico questo perché la composizione del parlamento europeo si basa su grandi gruppi e sulla possibilità di portare avanti un messaggio non solo nazionale ma trasnazionale ed europeo; altrimenti faremmo le elezioni provinciali anziché le europee». Renzi dice che se vince Grillo non si dimette e che farà un passo indietro solo se il parlamento lo ostacolerà sulle riforme. La seconda opzione è verosimile oppure le riforme si faranno? «A me sembrano legittime dichiarazioni da campagna elettorale. Vediamo come va e solo dopo discuteremo di quanto durerà la legislatura. Ultimamente Berlusconi mi sembra che proceda a fasi alterne; vedremo cosa succederà nei prossimi mesi. Ci sono tante nubi che si addensano su questo paese al di là del governo e del parlamento. Io voglio spendere gli ultimi tre giorni di campagna elettorale a parlare di come cambiare l’Europa». A proposito di nubi: Renzi dice che lo spread in salita è colpa dei populismi. E’ così oppure dall’estero è ripartita la grande speculazione finanziaria sull’Italia? «Se le elezioni si vincono o si perdono non dipende dagli altri ma se riusciamo a mettere a posto le cose. Io sulle larghe intese sono sempre stato molto scettico e penso che il successo di Grillo dipenda anche da questo schema. Io lo dico da tre anni, per i governi che si sono succeduti, speriamo che qualcuno lo voglia capire». Se Grillo dovesse superare la soglia del 25 per cento magari non vincere ma arrivare a un passo dal Pd, lei ritiene che Renzi dovrebbe ridisegnare i confini della maggioranza magari aprendoli ad altre forze politiche, penso anzitutto a Sel? «Non credo. Di maggioranze diverse ne abbiamo già fatte troppe. Io avevo suggerito uno schema più aperto, meno rigido ma prima Letta poi Renzi hanno scelto una maggioranza con Alfano e sulle riforme con Berlusconi. Non credo che si ponga il problema di maggioranze diverse, il problema è fare la legge elettorale perché l’Italicum mi sembra arenato. Non vorrei fare più profezie dolorose». E se Berlusconi arrivasse terzo, Renzi dovrebbe mollare il patto con lui sulle riforme? «Lui insiste che c’è l’accordo e lo dimostrerà; io sono sempre stato scettico, vedremo… Le ricordo poi che la riforma del Senato è lunga, dura tanto, e bisogna vedere se la legislatura durerà quanto il tempo della riforma del Senato».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...