Il fatto della settimana: Napolitano promuove Bersani premier a metà

22 marzo 2013 ore 18:34, Marta Moriconi
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Il fatto della settimana: Napolitano promuove Bersani premier a metà
conferito in continuità con eloquenti precedenti all'onorevole Bersani l'incarico di verificare un sostegno parlamentare certo a un governo che abbia la fiducia delle Camere». E ora Bersani dovrà rispondere «appena possibile». Erano le 17:28 quando Napolitano svelava la sua strategia. Non senza reagire prima a certe affermazioni che si ascoltano nel dibattito pubblico e alle «infondate polemiche per il tempo che stanno prendendo gli adempimenti post elettorali». Prima di conferire l’incarico a Bersani, il Presidente ha infatti ricordato «che in Paesi come Israele ci sono voluti 55 giorni per avere il governo, mentre in Italia si è votato un mese fa. Per il capo dello Stato bisogna procedere con "ponderatezza" e "equilibrio"». Si è aperta la fase decisiva «per dare all'Italia un nuovo governo sulla base dei risultati elettorali». Ma è solo un «primo passo» del cammino che dovrà condurci al più presto al raggiungimento dell'obiettivo. Bersani, già premier a metà, è avvertito e vincolato alla fiducia dunque.  Ma questo non lo spaventa: «Nell'incontrare le forze politiche cercherò di andarci con le idee piuttosto chiare: con poche parole macon delle intenzioni precise sui percorsi di riforma che devono riguardare il sistema politico. E ci andrò, però, naturalmente, con delle mie idee». E ha chiuso il suo discorso dichiarandosi pronto a mettersi al lavoro. «Comincerò da subito» ha detto dal Quirinale congedandosi. Tra i primi a commentare l’onorevole Fabrizio Cicchitto, che si dice convinto che «siamo al punto di partenza».  «Napolitano ha detto che Bersani deve trovare un sostegno certo in Parlamento e quindi siamo al punto di prima. Non abbiamo nessun pregiudizio sulle persone, ma Bersani ci dica se vuole aprire un confronto con noi o meno» ha chiarito Cicchitto. Il messaggio è chiaro: per formare un nuovo governo Bersani deve dialogare con noi, anche se per Cicchitto il problema vero Bersani lo ha in casa « perché c'è un dibattito interno al partito. Se Bersani non apre un confronto con noi, con chi lo fa? Con chi quotidianamente lo insulta avendogli dato anche un soprannome?».  
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