Orfini (Pd): «Renzi è principale azionista del governo, perché non fa qualcosa prima dell’8?»

22 novembre 2013 ore 18:20, intelligo
Orfini (Pd): «Renzi è principale azionista del governo, perché non fa qualcosa prima dell’8?»
«Spero vinca Cuperlo. Ma chiunque diventi segretario renderà il Pd più forte e aiuterà Letta» di Claudia Farallo. Dovremo attendere ancora due settimane prima di sapere chi diventerà segretario del Pd, ma intanto le indiscrezioni montano. Eccome se montano. Oggi Renzi si è scatenato contro il pacchetto di privatizzazioni annunciato dal governo e ha annunciato un Pd più forte con l’attuale esecutivo. Tra le righe, sembra che il sindaco di Firenze stia già pensando a un rimpasto di governo, per piazzare altri due “dei suoi” sulle poltrone ministeriali. Per capire meglio cosa sta succedendo, IntelligoNews ha intervistato Matteo Orfini, cuperliano di ferro…   Con questo pacchetto di privatizzazioni rischiamo veramente di vendere i gioielli di famiglia, come suggerisce Renzi? «Vendere i gioielli di famiglia probabilmente è eccessivo. Ma la storia delle privatizzazioni in questo Paese è una storia di fallimenti, che ha dimostrato che non è vendendo gli asset strategici dello Stato che si risolvono i problemi. Per di più, in un momento di crisi come questo, rischierebbe di essere un regalo a chi acquista le parti di società pubbliche messe sul mercato. Nella lotta al debito pubblico si potrebbe avere un po’ di fantasia in più e non riproporre sempre le stesse ricette fallimentari». Proprio per questo, Renzi ha promesso un nuovo Pd più forte con il governo. «Chiunque sia il segretario ci sarà un Pd più forte. Dal giorno dopo le elezioni viviamo una fase molto difficile e abbiamo bisogno di un congresso e di un nuovo segretario, che io spero sia Cuperlo e non Renzi. Chiunque vincerà avrà il compito di costruire un Partito democratico più forte e anche molto più propositivo nel rapporto col governo. Quello che è mancato al governo Letta è proprio un Partito democratico libero dai suoi problemi e quindi in grado di far pesare di più il proprio punto di vista». Quindi non è solo Renzi che condurrebbe questa battaglia. «Dopo un congresso il partito è evidentemente più forte, perché c’è un gruppo dirigente nuovo, legittimato dal congresso e dalle primarie. Eviterei di usare, come ha fatto Renzi, questo argomento in modo strumentale, anche perché il “suo” Pd c’è già. Matteo Renzi oggi è uno dei principali azionisti di questo governo. Il capodelegazione del Pd nella compagine ministeriale è Franceschini, che è renziano, e ci sono altri ministri che fanno riferimento a Renzi, insieme a 200 parlamentari ». Ma si fanno sempre più insistenti le indiscrezioni secondo cui un Renzi segretario del Pd punterebbe a un rimpasto di governo. «Quelli che dicono che vogliono cambiare tutto e poi vogliono solo dividere i posti, mi sembra che alla fine non vogliono cambiare nulla. Non credo che il tema sia cambiare questo o quel ministro. Io penso che il tema sia costruire un Pd in grado di far arrivare la sua agenda al governo. Qualcuno ci sta già provando, pur nelle difficoltà di questa fase. Sarebbe stato più utile, probabilmente, che Renzi, invece di rimandare al 9 dicembre, già in questi giorni avesse utilizzato il peso che ha sui gruppi parlamentari e sul governo per dare una mano al Pd». Questo è un governo di larghe intese e il compromesso sembra quasi inevitabile. Un Pd che impone la sua agenda potrebbe creare instabilità? «Fino ad oggi, tutto il peso della responsabilità si è scatenato solo sul Pd che ha ceduto troppe volte alle pressioni del centrodestra. Questo non ha fatto bene non tanto al Pd quanto all’azione del governo. Quando l’agenda del Pd peserà di più, il governo sarà più forte, perché farà delle cose che andranno più in direzione delle esigenze degli italiani». Con Renzi segretario molti prevedono una rivalità con Letta. È possibile questa lotta intestina? «Chiunque sarà il vincitore avrà l’obiettivo di far funzionare il governo, non di farlo cadere, perché questo chiedono gli italiani in questo momento. Dal Paese non viene la domanda di nuove elezioni. Il segretario del Pd avrà l’obiettivo di risolvere i problemi degli italiani, che chiedono un governo che funzioni e non le elezioni anticipate. Tra l’altro, si svolgerebbero ancora una volta col Porcellum e quindi sarebbero una tragedia».
autore / intelligo
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