Il Barbiere di Siviglia Matteo Salvini. E' sua la settimana politica: il must leghista

22 novembre 2014 ore 9:04, Lucia Bigozzi
Il Barbiere di Siviglia Matteo Salvini. E' sua la settimana politica: il must leghista
Salvini come Figaro qua, Figaro là, Figaro su, Figaro giù? In comune col Barbiere di Siviglia il leader della Lega ha che tutti lo cercano, tutti lo vogliono. Sta saldamente al vertice della Top Ten dei politici più stra-invitati nei talk televisivi, ma anche sul versante periferie in rivolta e piazze protestanti è da meno…
SALVINI “PREZZEMOLO” IN TV. Sta diventando quasi un must. Dalla domenica di Paragone (La Gabbia) al venerdì di Crozza nel “Paese delle meraviglie” passando da Floris (DiMartedì) a Giannini (Ballarò), saltellando tra Telese (Matrix) e Porro (Virus) il Salvini-pensiero ‘buca’ lo schermo, accende la Rete, catalizza la protesta. E ieri non è passato inosservato il fondo di Bruno Vespa che non ha mai fatto mistero della stima per il Cavaliere. Nell’analisi del neo-direttore editoriale di Qn si può leggere un endorsement a Salvini. Collegamenti da ogni angolo dello Stivale, fino al botta e risposta al curaro come l’ultimo in ordine temporale con lo scrittore Pennacchi (a Ballarò), il Matteo leghista si è messo all’inseguimento del Matteo premier. E se il secondo ha mutato la corsa nel ‘passo dopo passo’, il primo di rallentare non ha voglia né tempo. Già, il tempo: Salvini sa che se corre oggi potrà capitalizzare voti ed elettori domani. I sondaggi in questa fase gli danno ragione testando la ‘sua’ Lega fino al 10 per cento (in tandem con FdI della Meloni).E del resto, seminare ora nel campo desertificato del centrodestra, significa raccogliere i primi frutti in primavera, sia nelle urne delle elezioni regionali che in quelle – se ci saranno – delle primarie del centrodestra. Alias leadership. Sì, perché Berlusconi si riprenderà l’agibilità politica a marzo quando terminerà il periodo dell’affidamento ai servizi sociali ma per il momento è politicamente “azzoppato” per le limitazioni - temporali e geografiche - imposte dalla condanna passata in giudicato. Il patto del Nazareno per ora tiene, ma gli scricchiolii ci sono e non è detto che tra qualche mese non diventino qualcosa in più del ronzìo di sottofondo di oggi. Lo spartiacque sarà la legge elettorale della quale nelle settimane dei sindacati alle prese con lo sciopero generale (il 12 dicembre) e delle periferie ‘sepolte’ nel degrado, si è tornati insistentemente a parlare. Non perché alle viste ci sia il voto anticipato (ipotesi di scuola o di partiti che ogni tanto riemerge) bensì perché attorno all’Italicum versione 3.0 si gioca molto della partita tra Renzi e Berlusconi. SALVINI IL “SALVATORE”?. Che il Matteo della Lega abbia lanciato l’Opa al centrodestra e in prospettiva la sfida al Matteo premier è sotto gli occhi di tutti. Salvini vuole accreditarsi come leader di una coalizione da ricostruire e lo deve fare adesso che Berlusconi è in una posizione più defilata, cavalcando i temi da sempre ‘bandiera’ del leader di Fi (sicurezza, immigrazione, economia), oltre ai ‘vessilli’ storici della Destra. Ma il movimentismo del leader dalle felpe ‘local’ comincia a destare più di un fastidio, specie tra i forzisti doc e non solo. Lo si capisce dalle parole, nette, di Simone Furlan a Intelligonews. Il leader dell’Esercito di Silvio e dirigente nazionale del partito dice che “se Salvini ha le pal… aspetti il ritorno di Berlusconi sul ring e poi ci faremo tutti delle grasse risate…”. Non è da meno la lettura del deputato azzurro Fabrizio Di Stefano per il quale Salvini è un “leader di rilievo che manda messaggi chiari. Ma prima degli uomini viene sempre il messaggio politico”. Massimo Corsaro, parlamentare di FdI, guarda ‘il fenomeno’ da un’altra angolatura e sottolinea come il tentativo di mettere in piedi una Lega del Sud sia “la maggiore denuncia del fallimento del centrodestra come lo conosciamo oggi”. Dalla stessa tribuna politica, l’ex ministro Adriana Poli Bortone osserva che “la Lega interpreta molto bene un sentimento diffuso tra la gente”. Dalle file della maggioranza Gianfranco Librandi, parlamentare di Scelta Civica non ha dubbi: “Salvini vende fuffa come Grillo e proprio come il leader del Movimento 5Stelle si sgonfierà non appena arriverà qualcuno più demagogo di lui”. Intanto, nella cavalcata leghista da Nord a Sud, l’europarlamentare Mario Borghezio (dopo Tor Sapienza oggi sarà all’Infernetto), lancia la Lega di Roma e a Intelligonews svela come sarà e soprattutto chi ci sarà, annunciando il coinvolgimento di esponenti del mondo accademico e non solo. E se il sindaco di Verona Flavio Tosi non vede di buon occhio la liason con CasaPound, Gianluca Iannone presidente di CasaPoundItalia fa intendere che il progetto Lega di Roma “è qualcosa in divenire”. Chi invece ha opinioni diametralmente opposte è il filosofo Diego Fusaro che analizzando il ‘fuoco’ delle periferie osserva: “Per la sinistra le priorità sono diventate le battaglie per i diritti civili e individuali e per tutte quelle forme di libertà che non hanno un nesso diretto con i veri bisogni del proletariato.  Pure che la strategia di chi governa è sempre stata divide et impera: quindi anche i media contribuiscono a mettere in contrapposizione stranieri e autoctoni, centro e periferia. La Lega di Salvini concorre a creare questa frammentazione che fa comodo a tutto il sistema”. Matteo (Salvini) intanto cavalca…
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...