Pd. Moretti: «Evitare ritorno a vecchia Dc. Dobbiamo condizionare le politiche economiche. Gli attacchi? Non mi scalfiscono»

22 ottobre 2013 ore 12:36, Marta Moriconi
Pd. Moretti: «Evitare ritorno a vecchia Dc. Dobbiamo condizionare le politiche economiche. Gli attacchi? Non mi scalfiscono»
Alessandra Moretti
, attraverso IntelligoNews, commenta e analizza alcuni punti delle mozioni dei quattro candidati alla segreteria Pd, parlando del Pd che verrà e che sogna. Lungo la conversazione si parla di parole d’ordine «evitare qualsiasi ritorno alla vecchia Dc» e «cambiare per rafforzare il Pd», di convergenze e dissensi «la coincidenza tra candidato premier e segreteria non la darei per scontata». Ma anche delle polemiche che l’hanno coinvolta per il passaggio da Bersani, a Renzi, a Cuperlo, «non intendo replicare ad attacchi che vengono da più parti ma che non mi scalfiscono. Fa parte del gioco delle parti»: chiosa decisa.  Poi, fornisce una data di scadenza delle Larghe Intese: «Si presume che il tempo necessario sia quello del 2015». Pd. Parliamo delle  mozioni dei 4 candidati e partiamo da una parola chiave, più o meno ripresa da tutti: cambiamento. Lo trova un elemento importante? «Credo che dal punto di vista della crescita di questo partito quest’ottica sia importante: cambiare per rafforzare il Pd e far sì che diventi davvero una forza alternativa al centro-destra.  Dobbiamo tornare a condizionare le politiche economiche e sociali del Paese». L’orizzonte politico del Pd. Cuperlo dice che non sono né le Larghe Intese, né un neo-centrismo esplicito o camuffato. E’ d’accordo? Civati, proprio oggi, avverte che potrebbero durare fino al 2016. «Credo che il Pd debba aspirare a guidare il Paese come forza prevalente e in un’ottica bipolare. E credo che la riforma elettorale che andremo ad approvare, spero nel più breve tempo possibile,sia quella che salvaguarda il principio del bipolarismo e quindi consente all’elettore di conoscere prima il leader e il programma con il quale intende guidare il Paese. Va rifiutato o va evitato, che dir si voglia, qualsiasi ritorno alla vecchia Dc. Così il Pd cresce in termini di consenso». Ma le Larghe Intese dureranno quanto ha detto Civati, Moretti? «Come ha detto giustamente il presidente del Consiglio questo governo sta in piedi nella misura in cui riuscirà a dare delle risposte, tra cui la riforma elettorale e quelle misure urgenti per agganciare la crescita e lo sviluppo. Si presume che il tempo necessario sia quello del 2015, per consentire anche all’Italia di guidare il semestre europeo e quel punto, penso, si potrà tornare al voto». Renzi non è d’accordo con la distinzione tra candidato premier e segretario del Pd, ma lascia alle primarie la decisione. Cosa ne pensa? Calcolando che lui, però, non sarebbe comunque disposto a rinunciare alla carica di Primo Cittadino di Firenze, in nessun caso? «Credo che l’esperienza e l’attività di segretario di un partito grande, come il nostro, richieda uno sforzo importante per cambiare in meglio questo partito. E’, dunque, molto impegnativo. Sono dell’idea che le due figure sono diverse, ma che non si devono escludere a vicenda. Se Renzi diventerà il segretario del Pd parteciperà, insieme ad altri candidati, alle primarie per il candidato premier. Uno non esclude l’altro, non è detto che chi non fa l’uno non possa fare l’altro, ma la coincidenza non la darei per scontata». Renzi parla di un Pd autosufficiente, Cuperlo invece parla di sogno quando cita proprio l’autosufficienza. Chi ha ragione? «Tutti auspicano l’autosufficienza del Pd, perché significherebbe essere un partito talmente forte da vincere le elezioni senza problemi. E’ evidente però che i ragionamenti di Cuperlo hanno senso, perché individua, nei limiti che il Pd ha dimostrato finora, la necessità di rafforzare un’area più vasta del centro-sinistra, che coinvolga tutte le forze democratiche presenti nel nostro Paese, con uno sguardo all’Europa». Civati, lo scrive chiaramente, parla proprio di un Pd frutto della mescolanza con Sel… «Noi con Bersani avevamo impostato un ragionamento molto lungimirante, cioè quello di costruire un area di centro-sinistra vasta che andasse a coinvolgere anche Sel e le forze democratiche, con il documento Italia Bene Comune. Qui il Pd ha commesso un errore». Lei è spesso al centro di polemiche, perché politicamente si è espressa in modo diverso: prima bersaniana, poi un po' renziana, poi con Cuperlo. Come risponde ai suoi detrattori? «Il dibattito all’interno del mio partito è serrato e legittimo. Ognuno ha posizioni diverse, ma conviviamo nello stesso partito ed è bene che ci si batta per l’unità del Pd pur rispettando le opinioni diverse. Non intendo replicare ad attacchi che vengono da più parti, ma che non mi scalfiscono. Fanno parte del gioco delle parti».  
caricamento in corso...
caricamento in corso...