Giachetti (Pd): “Io al sedicesimo giorno senza cibo, determinato ma non fiducioso. Manovra, chiamiamola legge di instabilità”

22 ottobre 2013 ore 12:45, Fabio Torriero
Giachetti (Pd): “Io al sedicesimo giorno senza cibo, determinato ma non fiducioso. Manovra, chiamiamola legge di instabilità”
Dimagrito ma battagliero. Intercettato da Intelligonews in Transatlantico, Roberto Giachetti parlamentare dem e vicepresidente della Camera, rilancia il senso dei suoi sedici giorni di sciopero della fame: cancellare il Porcellum. A dispetto di tanti colleghi, anche di partito, che “parlano, parlano ma non vogliono cambiare…”
Onorevole Giachetti, come sta fisicamente? «Oggi è il mio sedicesimo giorno di digiuno. Vado avanti con acqua e tre cappuccini». Beh, sta seguendo il metodo Pannella… «Sì, in effetti io vengo da lì». Come sta andando la raccolta delle firme e a che punto è la riforma elettorale? «Io continuo ad andare avanti. Sto raccogliendo tutte le forze per questo obiettivo ma tutto langue. Giovedì c’è una riunione che formalmente deciderà sul da farsi ma a me interessa la sostanza, non la forma». Tutto fermo, lei in sciopero della fame per protesta… Ma prima o poi un risultato ci dovrà pur essere. Lei è fiducioso? «No. Sono determinato proprio perché non sono fiducioso». Qual è l’accusa che in questo momento rivolge alla politica, compresi i suoi colleghi di partito? «Troppa gente, troppi parlamentari, tanti miei colleghi parlano. A parole promettono e fanno a gara per annunciare sistemi elettorali fantastici, ma in realtà non fanno nulla. Tra i saggi e i miei colleghi ci sono tanti modi per boicottare…». Piazza di lotta e di governo. Il Pd si sente scavalcato dalle nuove dinamiche di chi torna in piazza per protestare come accaduto a Porta Pia? «Storicamente c’è sempre stata una piazza di lotta che raccoglie le contestazioni, le ansie, i problemi sociali, dai no Tav ai lavoratori senza lavoro. Ma la piazza deve poi raccordarsi con un’azione riformista che a sua volta ha bisogno di una via parlamentare. L’importante è che non ci sia la violenza perché danneggia le istanze della piazza: bastano 200 violenti per inficiare il messaggio positivo di chi manifesta». Legge di stabilità: vi preparate a correggerla in Aula? Qual è la sua valutazione sulla manovra del governo? «Mi sembra difficile dare una definizione: più che legge di stabilità io la chiamo di instabilità perché cambia ogni giorno …».
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