Fedriga (Lega): “Pagamento debiti Pa? Renzi ancora non sa la cifra. Il vero tempo che ci metterà”

22 settembre 2014 ore 14:00, Andrea Barcariol
Fedriga (Lega): “Pagamento debiti Pa? Renzi ancora non sa la cifra. Il vero tempo che ci metterà”
Massimiliano Fedriga
, presidente dei deputati della Lega Nord, intervistato da Intelligonews, attacca duramente Renzi e il Partito democratico su economia e lavoro. Renzi ha perso la scommessa con Vespa sui pagamenti dei debiti della Pa e dovrà fare il pellegrinaggio a Monte Senario. Ancora una promessa non mantenuta? «Ricordo il comunicato imbarazzante di Renzi dove diceva: noi saremo disponibili a pagare tutti i debiti. Nulla di nuovo rispetto a quanto detto dai precedenti governi. Il problema è far arrivare questi soldi alle imprese, altro che pellegrinaggio. Non sono neanche convinto che la vicenda si risolverà nel breve periodo se le percentuali sono quelle evidenziate dalla CGIA di Mestre. Il ministero dell’Economia non è stato in grado di stabilire a quanto ammontino i debiti reali perché non lo sa. L'unico studio che è stato fatto è di Confindustria quindi siamo veramente in alto mare. Questa è l’ennesima promessa non rispettata di Renzi che ormai è diventato una caricatura di se stesso. Qualche promessa in meno e qualche fatto in più sarebbe utile alla ripresa dell’economia del Paese. Invece lui si conquista solo qualche titolo dei giornali con l’ennesima sparata. Stiamo parlando di un fatto drammatico: le imprese rischiano di chiudere perché lo Stato non paga i suoi debiti». Il viaggio di oggi in America, così come la battaglia contro i sindacati, sono solo marketing politico di Renzi? «E’ una strategia di comunicazione molto acuta perché cerca di distrarre i cittadini dai problemi reali che non affronta. Il problema del lavoro sono le tasse che pagano le nostre imprese che così non possono essere competitive. Se le imprese non hanno nulla da produrre non assumeranno mai. La seconda cosa da fare subito è abolire la legge Fornero. Questo avrebbe un effetto immediato sulla ripresa dell’occupazione, favorendo il ricambio generazionale che è stato fossilizzato. Lo dimostra la disoccupazione giovanile al 43%». Si parla tantissimo dell’art. 18, ma quali sono i problemi veri che paralizzano il mercato del lavoro? «Le risposte bisogna darle rispetto alla situazione contingente. Le imprese stanno chiudendo, il problema non è superare il numero di 15 dipendenti per evitare l’articolo 18, il problema vero è la tassazione del 64% che blocca l’ossigeno delle nostre imprese». Si aspettava una spaccatura così profonda nel Pd sulla riforma del lavoro? «Credo sia tutto un gioco delle parti. Mi sorprende che questa minoranza del Pd non abbia fatto una battaglia così feroce, ad esempio sugli esodati. Mi sembra l’ennesimo triste teatrino con una maggioranza in Parlamento che non si vuole occuparsi dei problemi del Paese».
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