Ecco il Pd prima della Direzione: i giochi tra i giovani turchi e i vecchi bottegai

23 aprile 2013 ore 11:16, Marta Moriconi
Ecco il Pd prima della Direzione: i giochi tra i giovani turchi e i vecchi bottegai
Il Pd in frantumi, che ha respirato un po’ con la vittoria di Debora Serracchiani in Friuli Venezia Giulia, va verso il congresso. Ma prima ancora c’è la Direzione.
A fare le trattative per il governo da Napo, probabilmente, andranno Franceschini e Letta. Mentre i giovani turchi stanno confezionando un bel piattino per Matteo Renzi, rientrato in tutta fretta nella loro strategia e considerato (proprio da loro) premier per questa fase di transizione. Infatti Matteo Orfini  e Andrea Orlando sono d’accordo per la candidatura del Sindaco di Firenze alla presidenza del Consiglio. «Si può pensare ad una personalità terza e di grande profilo istituzionale oppure ad un leader politico. E Matteo rientra in quest'ultimo ruolo» ha dichiarato proprio l’ “Orlando tattico”. Per il Pd quindi è arrivata la prova delle prove: la Direzione svelerà chi rimarrà e chi si avvierà verso altre praterie. Almeno questa volta tutto avverrà  limpidamente. Un dissenso alla luce del sole e non nelle segretezza delle urne. E poi la conta su chi sosterrà il governo e chi no chiarirà anche ruoli, incarichi futuri, spartizioni e fuoriuscite. In ogni caso il Pd sarebbe chiamato a impegnare alcuni nomi  e i nomi che girano sono quelli di Luciano Violante, Walter Veltroni, Sergio Mattarella e Pierluigi Castagnetti. E' quasi certo, invece, che la reggenza venga affidata a Enrico Letta con un comitato collegiale. Quell’Enrico Letta sempre al fianco di Pierluigi Bersani anche nelle consultazioni al Quirinale e che lo sosteneva  portando  avanti con lui la stessa linea. Quindi, non è difficile supporre, che questa scelta (come anche altre) verrà ostacolata in primis dai dalemiani. In questo momento Massimo D'Alema si sta, infatti, difendendo contro  'i calunniatori' (bersaniani compresi) che lo accusano di 'aver affossato Prodi'. Accuse e sospetti che stanno dilaniando il Pd. Vere e proprie bombe scoppiate in mano a Pier Luigi Bersani. Quel Bersani al quale, da quanto si apprende, è stata affidata la relazione introduttiva.  Chiarirà così quello che già è a conoscenza di tutti:  nonostante in molti glielo abbiano chiesto, da Dario Franceschini a Giuseppe Fioroni, il segretario dimissionario non traghetterà il Pd in questa fase di transizione. E si aspetta l’arrivo anche dello stesso Matteo Renzi che, finalmente, scenderà su Roma e in battaglia. E chiudiamo con un suggerimento: uno streaming della Direzioni è il sogno di tutti gli appassionati di telenovela. Un Pd,che assomiglia tanto alla famiglia Forrester di Beatiful, in diretta farebbe il boom di ascolti. Con D’Alema che le proverà tutte come Stephanie.
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