Dl Lavoro, Marazziti (Ppi): "Appoggeremo Renzi, si a flessibilità ma anche più garanzie per i lavoratori"

23 aprile 2014 ore 12:07, Giuseppe Tetto
Dl Lavoro, Marazziti (Ppi): 'Appoggeremo Renzi, si a flessibilità ma anche più garanzie per i lavoratori'
Se oggi alla Camera il governo Renzi riuscirà a portarsi a casa il Dl uscito dalla commissione Lavoro a colpi di fiducia, le modifiche proposte del Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano, da Scelta Civica e dalle altre forze di maggioranza, rischiano di creare non pochi problemi nel passaggio al Senato. Per fare chiarezza sulle modifiche al testo, IntelligoNews ha ascoltato Mario Marazziti, deputato dei Popolari Per l'Italia che ha partecipato attivamente al vertice di maggioranza. Qual è il suo giudizio sul Dl lavoro? «Partiamo dal presupposto che il decreto è assolutamente positivo perché incrementa la flessibilità per  aumentare posti di lavoro e mette al centro l’apprendistato». Ma sappiamo che ci sono dei “malumori” per quanto riguarda il tema dell’apprendistato e dei contratti... «Per quel che riguarda il testo come è stato modificato in Commissione, quando si supera il 20% del lavoro a tempo determinato sul totale è bene introdurre garanzie per i lavoratori. A mio parere non è sbagliato optare per una sanzione amministrativa e non obbligare le imprese ad assunzioni forzate. Questo in qualche modo può creare un elemento di deterrenza per i datori di lavoro, che oggi, invece, devono essere incoraggiati a creare nuovi posti di lavoro. Per quanto riguarda la formazione, è giusto dare la possibilità  alle imprese di scegliere se ricorrere alla formazione pubblica o privata per gli apprendisti. Non si può gravare solo sul privato, è necessario che il pubblico offra la necessaria formazione visto che è uno dei suoi compiti». Questa empasse sul dl lavoro crede che avrà ripercussioni anche a livello politico? «I Popolari per l’Italia oggi voteranno la fiducia e sono aperti a cambiamenti migliorativi, ma non è una condizione. Anche se da parte di Ncd c’è stata l’affermazione avere “cambiamenti necessari”, la verità è che nella riunione del vertice di maggioranza, dove anche io ho partecipato, la distanza fra le parti non era minimamente rilevante, anzi. Da parte del governo c’è stato sostanzialmente l’accoglimento di tutti gli emendamenti proposti. Incluso quello di una parte del Partito Democratico che chiedeva di  ridurre, nei 36 mesi, da cinque a quattro le proroghe dei contratti a termine. Se queste sono le differenze, sinceramente non vedo difficoltà di andare avanti».
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