Renzi resta negli spogliatoi, vince Grillo (per ora)

23 aprile 2014 ore 15:40, intelligo
Renzi resta negli spogliatoi, vince Grillo (per ora)
Chissà quanto gli è costato pronunciare quella parola – “rinuncio” – per chi come lui è abituato a dire “faccio”. Ma qui non è questione di cuore, come l’omonima partita di calcio pro-Emergency voleva – no, qui Renzi sbatte il naso sulla realpolitik. Più precisamente sui niet dell’opposizione: a cominciare dai 5Stelle per poi andare su Fi. Levata di scudi.
Roberto Fico ieri ha tuonato dall’alto della presidenza della Commissione Vigilanza Rai. Oggi il “non giocherò” di Renzi affidato a un post sul suo profilo Facebook. La cronistoria del premier: “Maggio 2013, Torino. Mi invitano -scrive il presidente del Consiglio ricordando un precedente- alla partita del cuore, allo Juventus stadium. Anche un cuore viola come il mio deve ammettere che è bellissimo. E la città risponde alla grande: beneficenza, emozioni, divertimento. Torno negli spogliatoi e scatta in me l'istinto della competizione. Il prossimo anno facciamo la partita a Firenze, propongo. Ci danno l'ok e destiniamo l'incasso a Emergency. Sono felice. Poi, come noto, cambio mestiere”. Veniamo ai giorni nostri: Renzi è premier ma la partita il 19 maggio a Firenze resta fissata. Si scatenano le opposizioni. Renzi lo racconta nel post: “Qualche giorno fa mi chiama GinoStrada e mi chiede di rilanciare l'attenzione dei media, di aiutare anche nel mio nuovo ruolo, per fare della partita un'occasione di sostegno per i progetti di Emergency. Lo faccio volentieri. E qui casca l'asino, anzi il Grillo cinque stelle mi accusa di strumentalizzare il calcio in campagna elettorale, di volere la diretta tv per conquistare voti. I miei amici si domandano con la consueta gentilezza se mi hanno mai visto giocare per pensare che un mio assist sposti voti. Ma il punto non è questo”. Per Renzi il punto è che grazie alla rabbia e alla paura dei grillini per la prima volta si sporca un evento come la partita del cuore che da anni unisce gli italiani. Strumentalizzare gli 80 euro, i segreti di stato, gli investimenti sulle scuole è ancora polemica politica. Strumentalizzare la beneficenza no”. Di qui la decisione di restare negli spogliatoi: “Ho deciso allora di non giocare la partita del cuore di quest'anno. Anche se mi costa dal punto di vista personale perché siamo fatti di carne e giocare con Baggio, Batistuta e Antognoni per uno come me che ama il calcio (non ricambiato, lo so) era un piccolo sogno: inutile nascondersi, siamo uomini. Però sono il presidente del Consiglio di un paese che non merita polemiche ridicole come questa”. Per il fischio al novantesimo, c'è ancora tempo...
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...