Riforma, la Scuola di Renzi: come è (come non è) e quanto costa. I punti in una SCHEDA

23 febbraio 2015 ore 13:51, intelligo
Riforma, la Scuola di Renzi: come è (come non è) e quanto costa. I punti in una SCHEDA
La data c’è: 27 febbraio. Preceduta dal battage mediatico del premier, in Consiglio dei ministri approda la riforma della Scuola. Come? Un decreto legge (carattere di urgenza) e un disegno di legge delega per declinare i dettagli “minori”. Sindacati sul piede di guerra. E non solo. Vediamo in dettaglio la “Buona Scuola” di Renzi.
SOLDI E ASSUNZIONI. In attesa di vedere nero su bianco il dreceto, sul tavolo il governo metterà tre miliardi per assumere 148mila precari delle graduatorie ad esaurimento. Quando? Entro settembre 2015, assicura il sottosegretario renziano Davide Faraone. E il ministro dell’Istruzione snocciola le cifre, recenti e future: “Nel 2014 abbiamo speso 866 milioni di euro per coprire le supplenze annuali” e nel pacchetto-assunzioni rientrerebbero anche gli “idonei del concorso 2012”. Fonti ministeriali dicono che sarebbero messi a regime anche i 1.793 supplenti che hanno più di 36 mesi di servizio su posti vacanti.  5 PER MILLE. A Viale Trastevere stanno pensando a un meccanismo simile a quello del 5 per mille da estendere a scuola e cultura con destinazione del contributo mirato ai singoli istituti. Più o meno come quello introdotto un anno fa sull’edilizia scolastica. MERITO. Parola chiave dell’era renziana. Secondo le anticipazioni di Intelligonews gli insegnanti avranno l’opportunità di fare carriera mentre i dirigenti scolastici chiamati a valutare gli stessi insegnanti, a loro volta saranno sottoposti a valutazione. INTEGRAZIONE LINGUISTICA. L’obiettivo della riforma è far diventare “l’italiano la prima lingua straniera parlata nel nostro Paese”, stando alle parole del premier. Altra parola-chiave: integrazione geografica. SINDACATI SULLE BARRICATE. La Cisl con Francesco Scrima dice che non c’è alcuna “soluzione vera per i precari” e che la riforma renziana “è una colossale presa in giro”. E se la sigla dei sindacati di Basa Usb pensa già alla mobilitazione, l’Anief esprime una valutazione “deludente”. Nessun dubbio dalla Cgil che parla di “solita retorica e nessun impegno concreto”. Venerdì ne sapremo di più. LuBi
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