De Palo (Mondo Greco): “Peccato, Tsipras machiavellico… il voto del popolo non conta più nulla”

23 febbraio 2015 ore 13:50, intelligo
Di Marco Guerra. Da salvatore della patria a “illusione”, al premier Tsipras basta meno di un mese alla guida del governo ellenico per far crollare tutto il castello di consenso e speranze di cambiamento che aveva saputo costruire in campagna elettorale. Perplessità e disappunto sta infatti suscitando l’accordo raggiunto all’eurogruppo di venerdì, che prevedere l’estensione del piano di aiuti per ulteriori quattro mesi in cambio di una serie di riforme che Atene si impegna ad attuare. E nelle prossime ore sarà presentata  questa lista di impegni a Bruxelles. IntelligoNews ne ha parlato con Francesco De Palo, direttore del magazine Mondo Greco, autore del libro Greco eroe d'Europa e inviato ad Atene per Il Fatto Il Giornale.

De Palo (Mondo Greco): “Peccato, Tsipras machiavellico… il voto del popolo non conta più nulla”

Allora De Palo che succede in Grecia? È già finita la luna di miele tra Tsipras e popolo ellenico? «L’accordo raggiunto venerdì con l’eurogruppo per Tsipras è una resa rispetto alla promesse elettorali. Ho letto l’anteprima di alcuni stralci della lettera di intenti che questa sera il ministro delle finanze Yanis Varoufaklis recapiterà a Bruxelles e posso dire che sono confermate le politiche di austerità che hanno messo in ginocchio la Grecia. Viene solo cambiato il nome dei soggetti in campo: la Troika è chiamata ‘istituzioni’ – che poi non sono altro che il trio Commissione Ue, Bce e Fmi – e il memorandum prende il nome di ‘misure’. Insomma emerge un Tsipras machiavellico che chiede che tutto cambi perché nulla cambi. È come in un film di Checco Zalone dove il protagonista dice che chiuderà un finanziamento chiedendo un altro finanziamento, la differenza è che quella era una famiglia mentre questo è uno Stato senza fabbriche, senza produzione e senza Pil, che non riuscirà mai a creare la ricchezza necessaria per ripianare tutto il debito. Insomma possiamo dire che il bilancio di queste prime mosse di Tsipras è molto negativo». A meno che Tsipars non abbia della carte da giocarsi che ancora non ha mostrato…    «L’unico aiuto esterno può arrivare da Pechino e Mosca; non è un caso infatti che il primo ad incontrare Tsipras dopo la vittoria elettorale è stato l’ambasciatore cinese ad Atene. Tuttavia una delle clausole della Troika è che la Grecia può accettare aiuti solo dalla Troika stessa. Ad ogni modo ci sono due grosse partite che dovranno essere gestite bene: la privatizzazione del porto del Pireo in favore della Cina e quella delle ferrovie greche su cui ricade l’offerta di una grande compagnia russa che ha l’obiettivo di collegare i porti della Grecia a Mosca tramite delle nuove tratte ferroviarie che attraverserebbero tutto l’est Europa». L’opinione pubblica greca come ha accolto la marcia indietro di Tsipras? «Il dato politico dell’accordo di venerdì all’eurogruppo è che la volontà del popolo non conta più nulla e che le promesse elettorali possono essere disattese due giorni dopo la chiusura delle urne. All’interno del partito di maggioranza Syriza c’è malumore e poi ha destato grande scalpore la dura presa di posizione dell’eurodeputato Manolis Glezos - eroe nazionale ultra novantenne che nel ’43 salì sull’Acropoli e ammainò la bandiera nazista e grande sostenitore di Tsipras – che ha parlato di “intesa vergognosa” e ha chiesto scusa ai greci per aver chiesto loro di votare Tsipras e per aver partecipato alla vendita di un’“illusione”.  D’altra parte il premier greco ha incassato una sonora sconfitta in Europa dopo che aveva promesso che avrebbe vinto 10 a zero; è come se il popolo ellenico si fosse fatto la bocca ad una cena di pesce e poi improvvisamente gli hanno presentano un pezzo di pizza al taglio».

De Palo (Mondo Greco): “Peccato, Tsipras machiavellico… il voto del popolo non conta più nulla”

E anche vero che Tsipras si è scontrato con un Europa monolitica che ha adottato la tattica di colpirne uno per educarne cento… 

«L’Europa sarà stata anche monolitica ma Tsipras non è nemmeno sceso in campo per cambiare le regole come aveva promesso in campagna elettorale. Alla fine si è accontentato della proroga di quattro mesi del piano di aiuti, ma tra quattro mesi la situazione  del debito pubblico sarà solo peggiorata, come è già avvenuto con il memorandum della troika dal 2012 al 2014, lasso di tempo in cui il rapporto debito/Pil è passato dal 130% al 160%. Nel 2052, quando la Grecia finirà di pagare i debiti sarà un Paese disastrato. Certo è una situazione che la Grecia ha contribuito a creare, non scordiamoci che Papandreu nel 1981 ha mandato i contadini in pensione a 40anni, ma la rivoluzione si fa quando un Paese è alla canna del gas e Tsipras aveva l’occasione per ridiscutere  e migliorare insieme agli altri partner le regole europee. Non c’è altra via d’uscita che rivedere alcuni punti che bloccano gli investimenti come lo sforamento del tetto del 3 % tra deficit e Pil. La Grecia dal canto suo deve impegnarsi in un’azione riformatrice ma è impossibile approcciare qualsiasi politica di sviluppo con questi  parametri del memorandum».  E delle promesse in campo sociale che ne è stato? «Tsipras promise che nel primo consiglio dei ministri avrebbe varato una serie di misure di sostegno al popolo fra le quali l’innalzamento delle pensioni, il ripristino della 13esima e forniture di corrente gratis per le famiglie meno abbienti. Al momento ha attuato solo il blocco del pignoramento delle case per coloro che non sono riusciti a pagare l’Imu greca. La gente lo ha votato in massa e si aspettano grandi cambiamenti. Ma tutta questa fiducia in breve tempo può trasformarsi in grande delusione».  Si ma i disordini di piazza sembrano ormai appartenere ad un’altra epoca…  «Tsipras ha fatto togliere le transenne davanti al parlamento greco e ci sono membri del governo che vanno a lavorare i taxi, a piedi e in  bicicletta. Ma se tra sei mesi la situazione sarà ancora questa ce lo sapremo ridire se questi personaggi potranno ancora girare in strada indisturbati. Viste e considerate tutte le promesse, se Tsipras non otterrà nemmeno un risultato lo andranno a prenderlo sotto casa con i forconi».
autore / intelligo
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