Concordia, Rizzo (Pc): "E’ tutto un selfie. Troppi interessi commerciali. Del Rio non vuol far pensare …”

23 luglio 2014 ore 14:17, Lucia Bigozzi
Concordia, Rizzo (Pc): 'E’ tutto un selfie. Troppi interessi commerciali. Del Rio non vuol far pensare …”
“La spettacolarizzazione sulla Concordia è il segnale di una società disgregata”, ma anche l’elemento che rimanda “a interessi commerciali, alla massificazione dei profitti”. È duro il commento di Marco Rizzo, leader del Partito Comunista, nella conversazione con Intelligonews nel giorno dell’ultimo viaggio della nave-relitto. Con un messaggio anche per Del Rio…
Il “modello Schettino” resiste? «Non so cosa si intenda precisamente per ‘modello Schettino’. Se si intende un modello per cui le regole e le leggi non sono rispettate, beh è una cosa che mi trova contrario ma non stupito». Perché? «Perché lo stato di diritto non esiste; esistono i rapporti di forza tra le classi detta in termini tecnici. Basterebbe guardare al fatto che in galera ci vanno solo i poveracci. In questa vicenda la cosa che mi stupisce, anche se poi relativamente, è questa spettacolarizzazione. Qui stiamo parlando di una tragedia, sono morte decine di persone. E questa spettacolarizzazione non la ascrivo solo ai media che fanno da gran cassa: mi stupiscono le persone che fanno selfie davanti al relitto della nave dove ci sono i morti. Cosa provano, perché lo fanno, cosa vogliono dimostrare? ». Qual è la sua risposta? «E’ il segnale di un popolo disgregato, senza valori, senza idee, senza nulla. La gente non va nei cimiteri a farsi la foto, ma se una tomba diventa un must, allora scatta il selfie. Se fosse Waterloo o l’anello di Stalingrado capirei perché da lì è passata la storia, ma qui è cronaca nera, cronaca terribile, cronaca di morte». Al di là dell’aspetto sociologico, cosa c’è dietro a questa vicenda: ruota tutto e solo attorno a Schettino? «Resto un po’ perplesso rispetto a quest’uomo; bisognerà vedere il giudizio finale. Ha causato per lo meno l’incidente e la tragedia poi bisognerà capire se con dolo o con colpa; eppure si fa fotografare al party con decine di persone… Intendiamoci: nessuno augura la galera a nessuno, la galera è una brutta cosa; ma ci sono due pesi e due misure. Poi, forse, ci sono interessi commerciali più grandi». A cosa si riferisce? «Non so… tutta questa vicenda, anche la spettacolarizzazione da una parte indica il degrado dei costumi, della società e dall’altro è legata alla massificazione dei profitti su pubblicità, crociere. Presumo ci sia un legame, magari per noi profani difficile da percepire direttamente; altrimenti non ci sarebbe tutta questa attenzione. Oggi ci sono più notizie sulla Concordia che non sul massacro dei palestinesi». Sul famoso “inchino” tutti si sono scandalizzati, poi è emerso che si tratta di una pratica non detta ma diffusa. Chi sono “gli altri”e il rischio che altri passeggeri hanno corso? «L’inchino rimanda un po’ alla teoria del guappo che fa l’impennata con la moto davanti alle ragazze. Se fai l’inchino con la nave più vicino possibile alla costa, la crociera, la società che la promuove è più figa delle altre. A me sembra una stupidaggine ma purtroppo è così». Del Rio dice che il paese ha riparato agli errori di un singolo. Può bastare a chiudere la vicenda? E’ solo una questione di responsabilità del singolo? «Certamente c’è un combinato disposto di violazione delle regole da una pare e dall’altra di massimizzazione della pubblicità e dei profitti. Non mi stupisco che il governo, stavolta nella persona del sottosegretario Del Rio, minimizzi. Il governo, questi governi, hanno il compito di non far pensare le persone. Sono esecutori di una volontà che sta in organismi non eletti come la Troika. E’ un treno che va in una direzione ma non è quella dei cittadini, bensì dei poteri che se ne fregano dell’etica. E i governi, di centrodestra e centrosinistra sono sottoposti a questa legge».
autore / Lucia Bigozzi
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