Alitalia senza ali: il referendum on line spacca i sindacati e le banche non sborsano…

23 luglio 2014 ore 17:06, intelligo
Alitalia senza ali: il referendum on line spacca i sindacati e le banche non sborsano…
Trattative in stallo. Referendum on line. Sindacati divisi. Alitalia rischia di restare senza ali, intrappolata nelle pieghe di una mediazione che sembra imboccare un vicolo cieco. Ethiad è lì che aspetta e guarda. L’accordo c’è, ma sono gli italiani a dover prima sistemare le cose ‘interne’. L’ultima novità è il referendum on line “per fare chiarezza e scongiurare fallimento”. Parola di sindacati, cioè Filt-Cgil, Fit-Cisl e Ugl che hanno sottoscritto l’intesa. Fuori restano Uiltrasporti, Anpac, Avia e Anpav che stanno sulle barricate.
Al punto che la Uiltrasporti dice no al “referendum farsa” e fissa la “sua” consultazione dal 28 luglio al 1 agosto. Un referendum che è appena partito (si concluderà venerdì), prima dell’assemblea degli azionisti. I dipendenti dovranno dire la loro sull’accordo integrativo aziendale, che contiene l’intesa sul contributo del lavoro. Chiarezza dicono i sindacati dialoganti, mentre i vertici della compagnia di bandiera avvertono che il tempo sta scadendo, che il fallimento è a un passo, e il presidente del Consiglio di gestione di Intesa Sp, Gian Maria Gross-Pietro dice che “è assolutamente escluso un ulteriore impegno da parte delle banche”. Un bel rompicapo, perché l’azienda venerdì deve affrontare l'ultima prova decisiva per evitare il fallimento e per poter avviare a buon fine l'accordo con Etihad, ma nessuna delle due condizioni si potrà realizzare in mancanza dell’accordo sindacale”. Filt, Fit e Ugl, sono convinti che “gli accordi sottoposti a referendum, sofferti e impegnativi per il lavoro, sono uno degli elementi indispensabili per scongiurare il fallimento di Alitalia e conseguentemente il fallimento dell'operazione di ingresso di Etihad. L'accordo sul costo del lavoro - spiegano - dura sei mesi e si concluderà, quando sarà già costituita la nuova azienda, a seguito dell'accordo con Etihad ed il rinnovo del ccnl del Trasporto Aereo, che sarà applicato dalla nuova Alitalia, garantisce gli aumenti contrattuali e stabilità nei trattamenti economici e normativi dopo il passaggio di azienda”. Ragione per cui a questo punto “solo l’espressione democratica e responsabile del voto dei lavoratori può mettere la parola fine a questa fase drammatica dell'azienda con il sì al referendum, prima dell’assemblea dei soci del 25”. Venerdì scatta la dead line, alias posti di lavoro. Le polemiche resteranno ... per aria.
autore / intelligo
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