Marino: «Alemanno subito a casa, vincerò io al primo turno»

23 maggio 2013 ore 12:56, Francesca Siciliano
Marino: «Alemanno subito a casa, vincerò io al primo turno»
Ignazio Marino
, classe 1955, genovese, medico, candidato sindaco del Pd e in corsa per conquistare il Campidoglio. È il principale competitor del sindaco uscente ed è proprio dalle pecche dell'attuale giunta che vuol ripartire, perché «Roma è sofferente – dice a IntelligoNews a due giorni dalle elezioni - bisogna dare una svolta e cambiare le cose». Determinato, non usa mezzi termini: «Io? Vincerò al primo turno».   Come mai ha deciso di scendere in campo per Roma? «La mia non è stata una scelta politica ma affettiva nei confronti di Roma. Ho preso questa decisione perché la città che più amo e dove abito ormai da tanto tempo appare in una condizione difficile, è sofferente. La vedo giorno dopo giorno rallentare, restando indietro rispetto alle grandi capitali europee. Ora voltiamo pagina e facciamolo velocemente. Il mio mestiere di medico è cambiare gli organi che non vanno. Ergo: da politico voglio cambiare le cose che non funzionano». Qual è la situazione attuale nella Capitale? «Roma sta soffrendo. È vero, persiste la crisi economica e finanziaria a livello internazionale molto forte, ma un’amministrazione seria va giudicata per le risposte che riesce a dare ai propri cittadini». L'attuale giunta non è riuscita a darne? «Dal Campidoglio ne sono arrivate davvero poche, se si escludono le numerose ordinanze proibitive pensate da Alemanno e dalla sua giunta». Temi caldi: come affronterà le problematiche sui rifiuti e inquinamento? «La chiusura definitiva di Malagrotta ci mette di fronte a decisioni che prima, in questa città e in questa regione, sono state sempre state rimandate a discapito dei suoi cittadini e del suo territorio. Da oggi bisogna aprire un capitolo nuovo che rappresenti anche un a vera e propria occasione per tutta la città». Cosa propone? «Una soluzione univoca: raccolta differenziata seria, portata avanti con un metodo scientifico e capillare e che riesca ad aumentare le percentuali della raccolta. Roma è rimasta drammaticamente indietro con Alemanno, non è stato raggiunto neppure minimamente la quota del 50% della raccolta differenziata. Le discariche vanno chiuse immediatamente e nelle zone limitrofe a Malagrotta sussistono anche problemi importanti legati alla salute». Qual è il suo obiettivo? «Raggiungere, entro un quinquennio, una raccolta differenziata che superi il 50% e che sia proiettata verso il 60%». Sicurezza e legalità, storico cavallo di battaglia di Alemanno, che ne pensa? «Sì, sono due temi che Alemanno ha cavalcato nella precedente campagna elettorale, ma sui quali ha fallito clamorosamente. In cinque anni non è riuscito a dare seguito alle promesse fatte. Lui parla di una città più sicura e cita anche dei numeri. Poi si “dimentica” di ascoltare gli appelli dalla procura, quelli inerenti alle infiltrazioni della criminalità organizzata. E poi non scordiamoci anche delle sue ordinanze: hanno scontentato praticamente tutti gli artisti di strada, i commercianti e i residenti. Roma è una città che deve avere delle regole certe, è una città complessa e va amministrata guardando il bene collettivo». Trasporti, traffico e servizi pubblici: come va migliorato questo settore? «Ripartendo per rendere Roma una città più vivibile e più accogliente, sia per chi la abita, sia per chi la visita. Noi affronteremo questo tema con delle modalità diverse rispetto a quelle che sono state gestite fino ad oggi dal sindaco uscente». Ci può anticipare qualche progetto work in progress? «I romani perdono 14 giorni l’anno in automobile. Noi, dunque, partiremo con un nuovo piano di bike e car sharing, fatto mediante l’incremento di corsie preferenziali e delle piste ciclabili. E poi, ovviamente, potenzieremo e miglioreremo i mezzi pubblici puntando sulla cura del ferro: è importante investire sulle rotaie collegando, ad esempio, zone di Roma come piazza Venezia e Termini». Municipalizzate, croce e delizia della Pubblica Amministrazione capitolina: come si combattono le caste? «Con la trasparenza e con il merito. Bisogna uscire da questa stagione di scandali che hanno travolto le municipalizzate. Le aziende devono essere solo ed esclusivamente al servizio della città di Roma e dei suoi cittadini». Come intende agire? «Selezionando il gruppo dirigente attraverso i curricula, esattamente come sono abituato a fare, e non su suggerimento dei partiti. Alemanno mi ha definito un “marziano” della politica... beh, devo ammettere che ne sono contento, ne vado fiero. Se la sua idea di politica è quella che ha determinato gli scandali enormi, quelli che tutti abbiamo avuto modo di conoscere negli ultimi anni... si, sono un marziano». Come utilizzerà i maggiori poteri provenienti dalle legge su Roma Capitale? «La legge su Roma capitale rivoluziona un po’ tutta la vecchia concezione di municipalità; si va verso la città metropolitana, la Provincia di fatto non esiste più e i suoi strumenti e competenze vanno riutilizzati in maniera diversa. Il ragionamento e le proposte da fare sono complesse e va considerato anche il fatto che ancora molte altre competenze dovranno essere delegate dalla Regione a Roma Capitale. Mi conforta sapere che la collaborazione con Zingaretti sarà non solo leale ma anche costruttiva». Si andrà al ballottaggio? «Il mio obiettivo è vincere al primo turno». Se così non dovesse essere avrebbe una preferenza? «Assolutamente no». Chi teme di più? «Nessuno. Io voglio andare in Campidoglio con il voto dei cittadini: mi dovrò occupare soprattutto di giovani e del lavoro perché sa, oltre il 40% di questi non ce l'ha».  
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