Duello culinario tra montiani: la Buitoni smentisce la sua storia e Librandi la invita a cena

23 maggio 2013 ore 14:20, Marta Moriconi
Duello culinario tra montiani: la Buitoni smentisce la sua storia e Librandi la invita a cena
E' nata una polemica politico-culinaria.
Il livello degli chef italiani? Lo giudica negativamente Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario ai Beni Culturali, che ha precisato dalle pagine di Panorama come in Italia «s’è smesso da tempo di mangiar bene, purtroppo. Siamo corsi dietro alle mode, ai francesi, allontanandoci dalla nostra idea di cucina». Se c’è un successo che in Italia non tramonta mai è proprio quello della cucina. Ilaria Carla Anna Borletti Dell’Acqua Buitoni, questo è il suo vero lungo nome, evidentemente ha un palato sui generis. E via con le polemiche, contro lei che dovrebbe proprio tutelare le attività del territorio e quindi la cucina che ne è espressione. Forse quel cognome, Buitoni, a volte lo si porta con orgoglio altre volte con un certo peso e si può aver voglia di guardare troppo oltre. Ma non si può smentire la propria storia. E’ qui che l’eccellenza cresce e fa crescere il Paese, in primis il food. E a ricordaglielo e a stigmatizzare l’accaduto ci ha pensato il collega di Scelta Civica, Gianfranco Librandi, imprenditore e neo deputato montiano, che rappresenta il Made in Italy italiano all’estero con la sua Tci, azienda leader nella progettazione e realizzazione di sistemi elettronici per l’illuminazione e l’efficienza energetica. Il suo messaggio alla collega Borletti Buitoni è un appello alla valorizzazione dei “beni di famiglia”, primo tra tutti la qualità della cucina italiana, di tutta la cucina italiana, senza se e senza ma: «Per lavoro spesso sono all’estero, ho assaggiato i sapori di quasi tutto il mondo, e posso assicurare, cara Ilaria, che i nostri chef sono i migliori. Ora che trascorro buona parte del mio tempo a Roma, ho avuto modo di conoscere anche tante trattorie, e non ristoranti stellati. Questi locali cucinano prodotti semplici sfornando piatti gustosi  e alla portata (è il caso di dirlo) di tutti». Ma il cuore della questione è un altro per Librandi: «In questa maniera è stato evidenziato,ancora una volta, che gli italiani non si amano e non amano le proprie peculiarità. Invece è già tutto qui quello che ci rende grandi. Ma nessun problema: Ilaria ti invito a cena e ti farò cambiare idea». C’è chi ha parlato di una questione di gusto, altri di buongusto. Più semplicemente è tutta una questione da buongustai.
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