Legge stabilità, Moretti (Pd): «Giù le mani da pensionati e lavoratori dipendenti. Ecco i miei 'emendamenti'...»

23 ottobre 2013 ore 9:44, Lucia Bigozzi
Legge stabilità, Moretti (Pd): «Giù le mani da pensionati e lavoratori dipendenti. Ecco i miei 'emendamenti'...»
“Giù le mani da pensionati e lavoratori dipendenti”. Cuneo fiscale: “Recuperare maggiori risorse da pensioni e redditi d’oro. Più coraggio e forbici sui carrozzoni dello Stato che tutelano le lobby”. Alessandra Moretti , deputata dem, ri-legge la manovra del governo Letta alla vigilia del dibattito parlamentare. Nell’intervista a Intelligonews orienta le forbici su capitoli di spesa diversi da quelli del premier-collega di partito.
Onorevole Moretti, ora che la legge di stabilità è approdata in parlamento, su cosa il Pd deve intervenire? «Noi abbiamo il dovere di intervenire per migliorare la legge tenendo presenti anche le preoccupazioni delle parti sociali e il mondo del sindacato. Serve uno sforzo maggiore verso le categorie che hanno già pagato un prezzo molto alto, cioè pensionati e lavoratori dipendenti». Un esempio? «Credo che sul cuneo fiscale dobbiamo concentrare tutte le risorse disponibili per aumentare il vantaggio nei confronti di chi percepisce redditi bassi, non possiamo permetterci di chiedere ulteriori sacrifici ai pensionati e in questo senso occorre uno stop all’indicizzazione delle pensioni perché chi percepisce 2000 euro al mese spesso mantiene un’intera famiglia. Ci vuole più coraggio nel chiedere un contributo maggiore a chi ha pensioni e redditi d’oro». Veltroni ha rilanciato la patrimoniale: la porterete in parlamento? «Ho sempre ritenuto che far pagare l’Imu alle classi più abbienti fosse una sorta di patrimoniale ‘dolce’ che sarebbe stata ben sopportata dai cittadini e avrebbe rimesso al centro il concetto di equità, anche nella legge di stabilità. Penso che i parlamentari del Pd presenteranno una serie di emendamenti correttivi della manovra che tuttavia ha aspetti molto positivi: per la prima volta non tocchiamo la sanità, non carichiamo di imposizione fiscale il paese e facciamo uno sforzo per tagliare la spesa pubblica sulla quale però va fatto di più intervenendo sui carrozzoni dello Stato che tutelano solo lobby e non hanno più ragione di esistere. Insomma, i margini ci sono per migliorare anche se con l’obbligo dei saldi invariati».
autore / Lucia Bigozzi
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