Moretti (Pd): "Berlusconi fa un partito al giorno e noi restiamo appesi alle regole. Pdl beccato con le mani nel Saccomanni"

23 settembre 2013 ore 12:49, Lucia Bigozzi
Moretti (Pd): 'Berlusconi fa un partito al giorno e noi restiamo appesi alle regole. Pdl beccato con le mani nel Saccomanni'
“Giù le mani da Saccomanni”. “Assemblea nazionale: pessimo spettacolo per colpa delle correnti”.
Va dritta al punto Alessandra Moretti, leader dei non allineati dem dopo la due-giorni servita solo a fissare una data e a dilaniare ulteriormente il partito del Nazareno. Nell’intervista a Intelligonews rivendica la necessità di spazzare via le correnti e la polvere sotto il tappeto e puntare sulla generazione G. (giovani): da Renzi alla Serracchiani, passando per Fassina. Onorevole Moretti, due giorni per fissare una data. Non le sembra un po’ poco? «Spettacolo non edificante. Dopo mesi in cui la commissione avrebbe dovuto arrivare a una posizione condivisa siamo andati in assemblea nazionale senza dare un segnale di unità al paese e ai nostri iscritti e militanti». Di chi è la colpa? Dei bersaniani scatenati? «No. Il punto è che nel momento in cui si affida ad un gruppo ristretto di persone tutte individuate secondo una logica correntizia, è ovvio che questo schema ha determinato un impasse. Se a questo si aggiunge che i lavori si sono svolti in un’assemblea dimezzata, il compito non è andato a buon fine. E anche la direzione nazionale in qualche modo ha perso la sua legittimità, anche perché è relativa al precedente segretario eletto nel 2009 ». Cosa fare per uscire dall’impasse? «Il gruppo ristretto incaricato di trovare una soluzione condivisa non si è dimostrato all’altezza del compito. Non solo: sono riemersi i vecchi rancori tipici di un metodo altrettanto vecchio di fare politica , cioè mettere i bastoni tra le ruote a chi viene considerato come avversario. Credo che occorre affrontare il congresso in maniera coraggiosa. Noi abbiamo un premier che va sostenuto lealmente e dobbiamo avere la possibilità di eleggere il segretario del partito che sappia indicarci la rotta, che ci dica quando andare a votare, che dica con quale visione, con quale programma e con quale modello di partito. Non possiamo più rinviare. Berlusconi fa un partito in un giorno e noi restiamo appesi alle regole ». Sì, ma a questo punto come troverete la quadra in direzione, peraltro annunciata da Epifani venerdì e già rinviata a lunedì prossimo? «A mio avviso è necessario arrivare in direzione con una proposta condivisa e su questo lavorare senza pregiudizi. Epifani dovrà usare tutta la sua autorevolezza per convincere il comitato a ritrovare l’unità su una proposta che sia sintesi tra le diverse espressioni». Bordate pidielline su Saccomanni. Il ministro dell’Economia a un passo dalle dimissioni o è solo un campanello di allarme alla strana maggioranza? «E’ il solito giochino del Pdl per minare la tenuta del governo. Saccomanni sta facendo un ottimo lavoro nel rispetto delle prerogative e delle richieste sollecitate dall’Europa. Mi pare stia dicendo agli italiani che verrà fatto di tutto per abbassare le tasse ma non si può pensare di abbassarle senza avere ripercussioni sul bilancio dello S tato. Credo stia parlando con un linguaggio di verità. Quanto all’Imu penso dobbiamo riaprire il capitolo, magari esentando chi è davvero in difficoltà, perché aumentare l’Iva è impossibile dal momento che avrebbe ripercussioni nefaste sui cittadini». Dunque per voi Saccomanni non si tocca? «Certamente. Sta facendo bene e sta operando con grande tenacia e caparbietà». Renzi ha bacchettato la lentezza del governo nel fare e rivendicato maggiore peso del Pd nelle scelte per il paese. Qual è la sua valutazione? «Renzi fa un discorso condivisibile quando dice che noi dobbiamo incalzare Letta in modo che possa alzare l’asticella e quindi caratterizzare i provvedimenti del governo sui valori e sui principi del Pd. Ma il premier sta lavorando bene pur in un contesto molto complesso e deve sentire e avere il sostegno di tutti noi». Lei era portavoce di Bersani nella battaglia per le primarie. Cosa non le va giù di Renzi? «La fase delle primarie è passata, adesso stiamo costruendo un nuovo partito e Renzi è una risorsa molto importante. E’ uno dei leader che dobbiamo valorizzare non ostacolare, insieme a Cuperlo, Civati, la Serracchiani, Fassina e tanti altri giovani». La leader dei non allineati con chi si allineerà? «Noi stiamo osservando e stiamo incalzando i candidati a promuovere un confronto serio sulle idee perché nl Pd si compia una rivoluzione di idee e non la solita spartizione tra capibastone. Siamo stati i primi a denunciare i guasti del correntismo e oggi chiediamo ai candidati di farsi portavoce di un metodo nuovo».
autore / Lucia Bigozzi
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