Prossimo governo: no all'ulteriore stretta sul contante libero

24 aprile 2013 ore 10:37, Pietro Romano
Prossimo governo: no all'ulteriore stretta sul contante libero
Quale che sarà il capo del nuovo governo e quale che sarà la coalizione che lo sorreggerà, un imperativo categorico dovrebbe essere quello di restituire ai cittadini una (perlomeno parziale) libertà monetaria
. Esiste il rischio, infatti, che il limite di utilizzo dei contanti scenda ulteriormente. In campagna elettorale si era sentito il Pd minacciare l’imposizione di un nuovo limite a 300 euro. Una pura follia. Ma il Pd sarà, a meno di una implosione, l’asse portante dell’esecutivo che si va a costituire. Quindi sarebbe meglio attrezzarsi per tempo. Non si tratta solo di libertà, del diritto sacrosanto di utilizzare le proprie cose (senza danneggiare gli altri, come da Codice civile fascita e da Costituzione repubblicana) ma anche di tirare un calcio alla crisi. Perfino il Fondo monetario internazionale ha plaudito alla decisione del governo e dalla banca centrale del Giappone di stampare moneta. E dagli Stati Uniti d’America al Regno Unito i Paesi che hanno conservato la sovranità monetaria continuano a stampare moneta per mantenere in piedi l’economia. L’Europa non lo può fare perché la Banca centrale europea non emette euro per risollevare consumi e investimenti in quanto continua a temere fiammate inflazionistiche, mentre ormai l’Unione scivola sempre più velocemente verso la deflazione. Ma almeno potrebbe permettere di far spendere i soldi propri facendo pressione sull’Italia e i suoi limiti all’uso del contante. Certo, esiste il problema del riciclaggio, ma non è che i capitali sporchi si riciclerebbero più facilmente se il limite allo scambio dei contanti fosse posto a 2mila o a 2500 euro. Inoltre, per la grande criminalità, è facile, una volta fatta la legge, trovare l’inganno: nel nostro Paese l’inquinamento da capitali sporchi dell’economia pulita è arrivata dopo l’approvazione della legge Rognoni-La Torre che pure era stata varata con le migliori intenzioni ma, controllando di più i beni immobili, spinse appunto alla finanziarizzazione delle mafie che così hanno acquistato molto più potere e i cui investimenti ormai sono difficilmente rintracciabili. Il divieto di adoperare oltre un certo, basso limite il contante, è evidente, spinge verso un maggior utilizzo delle monete elettroniche, i bancomat e le carte di credito. Ma si tratta di mezzi che non sono a disposizione gratis, che non tutta la popolazione (soprattutto anziani e ceti meno abbienti) possiede e che, quindi, in momenti di crisi possono ridurre ulteriormente i consumi. Il rischio, piuttosto, è quello di avviare economie parallele, di inventare addirittura monete farlocche, di creare bolle come quella che si sta creando con la bitcoin, la moneta virtuale la cui vita si svolge tutta in rete.
autore / Pietro Romano
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