Papa Francesco come Papa Luciani. Attacca lo Ior a poco più di un mese dalla sua elezione

24 aprile 2013 ore 12:24, Marta Moriconi
Papa Francesco come Papa Luciani. Attacca lo Ior a poco più di un mese dalla sua elezione
Papa Francesco durante la Messa presieduta stamattina nella Cappellina della Casa Santa Marta ha sconvolto tutti con queste poche parole: «Quando la Chiesa vuole vantarsi della sua quantità e fa delle organizzazioni, e fa uffici e diventa un po' burocratica, la Chiesa perde la sua principale sostanza e corre il pericolo di trasformarsi in una Ong. E la Chiesa non è una Ong. E' una storia d'amore ... Ma ci sono quelli dello Ior? Scusatemi, eh! .. tutto è necessario, gli uffici sono necessari ? Eh, va be'! Ma sono necessari fino ad un certo punto: come aiuto a questa storia d'amore. Ma quando l'organizzazione prende il primo posto, l'amore viene giù e la Chiesa, poveretta, diventa una Ong. E questa non è la strada». Sembra un “martirio accolto” con le braccia aperte quello che, oggi, il Papa della gente ha scelto di esprimere con queste poche, ma  chiare parole. Per comprendere l’importanza storica di questo messaggio, e descrivere i pericoli che possono nascondersi dietro alla scelta di rompere gli schemi e di affrontare a viso scoperto i mali della Chiesa denunciandone anche una latente possibilità di corruzione, carrierismo e vanità, occorre ricordare un altro Papa: Luciani. Il Papa del sorriso, infatti, non vedeva di buon occhio gli affari finanziari della Santa Sede gestiti dalla banca del Vaticano, lo Ior appunto (l’Istituto Opere Religiose). E proprio come Francesco, parlava il linguaggio del popolo, e mandava messaggi precisi alla sua Chiesa attraverso le omelie. L’allora Patriarca di Venezia Albino Luciani entrò così  in conflitto con Marcinkus, che fu presidente dello Ior, a poco più di un mese dalla sua elezione, quando rese pubblica la sua volontà di rinnovamento della Chiesa nel segno della spiritualità. Il 27 settembre, infatti, questo fu il suo ultimo Angelus: «La proprietà privata per nessuno è un diritto inalienabile e assoluto. Nessuno ha la prerogativa di poter usare esclusivamente dei beni in suo vantaggio, oltre il bisogno, quando ci sono quelli che muoiono per non aver niente… anche noi privati, specialmente noi di chiesa, dobbiamo chiederci: abbiamo davvero compiuto il precetto di Gesù che ha detto ama il prossimo tuo come te stesso?». E’ un attacco bello e buono. Ai troppi colletti bianchi in Curia. Il Papa si mostrò pubblicamente indignato contro chi gestiva lo Ior, inutile girarci intorno. Solo il giorno dopo, Il 28 settembre, lo scontro tra Albino Luciani e il cardinale Jean Villot, Segretario di Stato Vaticano. Perché ormai era chiara l’intenzione del Papa: la gerarchia della Santa Sede andava cambiata.  Morì la notte stessa. Una scomparsa improvvisa avvolta da sospetti e interrogativi.
caricamento in corso...
caricamento in corso...