Vacanze al lavoro. Ecco il 2014 della politica

24 dicembre 2013 ore 11:02, Lucia Bigozzi
Vacanze al lavoro. Ecco il 2014 della politica
I compiti per le vacanze si lasciano nel cassetto fino all’ultimo giorno utile prima del rientro a scuola. Ma per Letta e il governo delle ri-strette intese, il tempo è d’oro. Troppe incognite davanti per concedersi un passo lento. Contratto di coalizione, alleati in ambasce, da Ncd a Sc, e il Pd di Renzi che gioca una partita nella partita. Fuori dal Palazzo i “forconi” della crisi e le nuvole – mai dissipate – del voto anticipato. Ma i compiti vanno fatti perché le vacanze finiscono in fretta. Intelligonews prova a elencarli.
SC E IL CONTRATTO DI COALIZIONE. E’ la cifra della nuova maggioranza dopo l’addio di Berlusconi alle larghe intese. Tasse e lavoro i temi da svolgere, necessari al paese per ripartire e al governo Letta per scavallare il 2014, nonostante la “guerriglia” di Fi e M5S. E’ la cifra del patto che Scelta Civica chiede da mesi e sul quale non è intenzionata a mollare di un millimetro. I montiani non ci stanno a fare la “Cenerentola” e rivendicano ruoli di peso, specie nei ministeri economici per imprimere una svolta riformatrice all’azione di un esecutivo che finora ha rinviato molto, troppo. Rimpasto sì o no? Gennaio lo dirà. La recessione è finita, ripete Saccomanni per il quale c’è bisogno di ottimismo, eppure il dossier Istat di fine anno consegna alla cronaca un paese fiaccato, con un tasso di disoccupazione galoppante, specie tra i giovani. L’agenda del fare andrà sostituita con quella del “fare di più”, perché l’anno si chiude con una finanziaria che scontenta tutti: cittadini, categorie, alleati di maggioranza. NCD AL BIVIO. Renzi vuole aggiungere benzina al motore di Palazzo Chigi ma il combustibile non è lo stesso di Alfano. Il leader di Ncd non vuole farsi sorpassare dal segretario dem e per questo tiene il punto su dossier strategici, a cominciare dalla legge elettorale. Apre al sindaco-rottamatore, prima sul modello del “sindaco d’Italia”, poi sul doppio turno di coalizione, ma è chiaro che non vuole andare al traino dem. Non se lo può permettere, ha bisogno di consolidare un partito nato dalla scissione con Forza Italia e deve farlo giocando sullo stesso campo: il centrodestra. Per ora, al di là di qualche fibrillazione, gli alfaniani sembrano più concentrati a non perdere posizioni nell’esecutivo che tra l’elettorato. Per questo c’è bisogno di un tema forte da portare in Cdm e da intestarsi politicamente. Le riforme vanno bene, ma non bastano e non si sa se poi andranno tutte e veramente in porto. Il “compito” per le vacanze potrebbe avere un unico titolo: Giustizia. Un modo per neutralizzare il Cav. sullo stesso terreno e per caratterizzare in maniera più decisa il ruolo nella maggioranza dove il Ncd paga lo scotto di andare a braccetto col Pd. PD “RENZIZZATO”. Gennaio all’insegna del Jobs Act: è il fiore all’occhiello di Renzi. Fassina lo ha già declassato e c’è da credere che anche altri nel Pd giochino al ribasso. Ma se il segretario ha deciso di cambiare verso, allora dovrebbe andare fino in fondo, tagliando il “cordone ombelicale” – culturale e ideologico – con la Cgil della Camusso e con i satelliti delle coop e della finanza “rossa”, per imboccare la via di un riformismo autentico, alla Blair che piace tanto a Renzi, anche a costo di farsi nemici, gli amici “storici”. Ne avrà la forza? Compito delle vacanze per il neosegretario. FI DI LOTTA. Berlusconi prepara la controffensiva. Le avvisaglie si sono già viste negli ultimi due mesi dell’anno. Occhietto a Grillo e a Renzi, il Cav. com’è suo costume, gioca su più tavoli per raggiungere l’obiettivo: far cadere Letta. Emendamenti coi grillini in Parlamento, contatti e apprezzamenti per Renzi su legge elettorale e riforma del lavoro. Tattica d’attacco, convergenze parallele. Dopo la decadenza, l’ex premier sta oliando la macchina della nuova Forza Italia. E come sempre accaduto fin qui, ascolta ma non dice, spiazza, disorienta i suoi; cala nomi “esterni” attorno ai quali falchi e meno falchi si arrovellano. Chi sarà il numero 2? E i manager-coordinatori sono ancora in pista? E i Club e l’Esercito di Silvio. Compito a casa per il Cav: faccia presto, declini la struttura del nuovo partito, apra a tutti, renda il suo progetto inclusivo e non per i soliti noti. Faccia un partito che tragga linfa dai valori del ’94 ma non li cristallizzi come in un simulacro, perché il mondo in vent’anni è profondamente cambiato. E soprattutto, non giochi allo sfascio. L’Italia non ne ha bisogno. GRILLO A 5STELLE. In otto mesi la scatoletta di tonno i grillini non l’hanno aperta del tutto. Tante battaglie, tanti slogan e cartelli in Aula, tanto ostruzionismo, tanto “no” a prescindere. Poca disponibilità alla fatica della mediazione, a prendere le cose da un altro punto di vista. Ma si sa, i pentastellati non scendono a compromessi (nel senso nobile del termine) con questa politica e con questi politici. Meglio gridare che dialogare. Grillo gioca la sua partita che non è quella di Letta, ma la partita che verrà dopo: vuole la maggioranza dei consensi e per questo soffia sul fuoco del voto anticipato, a costo perfino di andare a braccetto con quel diavolo di un Cav. Compiti a casa per il M5S: basta liste dei buoni e dei cattivi, meno insulti, meno ostruzionismo in Aula, meno demagogia. Un movimento nato sulla Rete e dalla Rete “autorizzato” a decidere, interprete comunque di un fenomeno nuovo in tempi in cui la politica è lontana dalla piazza, non può disperdere un patrimonio e milioni di voti solo con il megafono del “tutti a casa”. Non solo cittadini-eletti ma da otto mesi politici: per questo il Movimento di Grillo può e deve fare di più, magari sporcandosi le mani. Magari ricordando la massima di Rino Formica: la politica è sangue e merda…
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...