Grecia e Svizzera per Rinaldi: “Niente Viagra Tsipras: sarà “Samaras-bis". Renzi se abbassa le tasse...”

24 febbraio 2015 ore 16:00, Lucia Bigozzi
Grecia e Svizzera per Rinaldi: “Niente Viagra Tsipras: sarà “Samaras-bis'. Renzi se abbassa le tasse...”
“Tsipras alla fine tratta con la Troika che gli ha concesso quattro mesi per non essere linciato dai greci dal momento che non potrà mantenere le promesse elettorali”. Non va per il sottile Antonio Rinaldi, economista, professore straordinario di Economia Politica presso la Link Campus University di Roma e docente di Finanza Aziendale presso la “G.d’Annunzio” di Chieti-Pescara, che nell’intervista a Intelligonews spiega dove Tsipras ha sbagliato e svela l’unica exit strategy possibile. Con un messaggio per Renzi… Bruxelles definisce la lista delle riforme di Tsipras “un buon punto di partenza” ma ad Atene dice: niente modifiche unilaterali. Tsipras si è “ammosciato”? « Evidentemente con la crisi, ad Atene non vendono il Viagra… Battute a parte, faccio una premessa. Il termine Troika è stato  mutuato dal lessico giornalistico; a Bruxelles gli organismi di riferimento continuano a chiamarsi con loro nome istituzionale. Ma visto che Tsipras ha detto più volte che non voleva trattare con la Troika uso anch’io questo termine per sottolineare che in realtà ci ha trattato eccome. Tsipras è sceso a patti con chi ha rapporti debitori con la Grecia: Bce, Fmi, Commissione europea. Fatta questa premessa a Tsipras sono stati concessi quattro mesi di proroga solo ed esclusivamente come compromesso rispetto alle promesse elettorali che ha fatto ai cittadini che lo hanno votato. Tsipras ha fatto promesse ben precise, la Troika non gliele ha accordate concedendogli solamente uno spazio temporale di fuga per individuare un sistema che gli eviti di essere linciato dai greci. In sostanza è come se la Troika gli avesse detto: non ti approvo ciò che hai promesso ai tuoi elettori, ti concedo quattro mesi per evitare che tu faccia la fine di Gheddafi e noi Europa alla fine ci ritroviamo con una situazione peggiore. Aggiungo: il programma elettorale di Tsipras è quello di un politico che vuole la botte piena e la moglie ubriaca e siccome in economia questo non è possibile, è ovvio che tutto quello che ha dichiarato ai suoi elettori era realizzabile a un’unica condizione». Quale? «Tornare alla sovranità monetaria e dunque uscire dall’euro. Certo, la Grecia ha tutto l’interesse a restare nell’euro perché è vero che le hanno imposto le riforme ma è altrettanto vero che dall’Europa Atene ha ricevuto molto; quindi la Grecia minaccia di uscire ma in realtà vuole restare nell’area euro ma restando, non potrà mai realizzare ciò che il governo ha promesso ai cittadini. Cosa che, invece, non converrebbe ad altri Paesi e tra questi l’Italia, che hanno tutto da perdere a restare dentro la linea rigorista dell’Europa». Lotta all’evasione fiscale, alla corruzione, la patrimoniale per i ricchi: ma non erano già dentro l’accordo del precedente esecutivo? A questo punto qual è la differenza tra Samaras e Tsipras? «Praticamente è nulla. Siamo di fronte a un “Samaras-bis” ; un po’ come con Monti quando è arrivato Letta, di fatto era uin Monti-bis così come oggi con Renzi è un Monti-tris perché sono tutte sfaccettature di un unico clichè all’interno del quale gli esponenti dei governi che si succedono sono proni e chini alle volontà della Troika. Cambiano i soggetti ma lo spartito resta lo stesso. Tornando alla Grecia, il punto è che se dovesse fallire la mission di Tsipras, cioè se non riuscirà a trovare il giusto compromesso, nel suo Paese c’è il rischi di un ennesimo governo dei colonnelli». Quattro mesi bastano? «Assolutamente no. Parliamoci chiaro: se la Grecia resta nell’eurozona – e io sono convinto che lo farà – anche se Tsipras riuscisse a portare avanti le sue promesse elettorali, fra un anno si sarebbe trovato esattamente nelle stesse condizioni, e del resto ciò è già avvenuto perché la Grecia – ed è questo il punto dirimente – sta tentando di risolvere a valle ciò che invece dovrebbe risolvere a monte. Mi riferisco ai vari piani di salvataggio fatti in precedenza che non hanno prodotto nulla se non far precipitare il Paese ancora di più in uno stato di crisi. L’unica soluzione che vedo,  è che la Grecia dica bye-bye posizionandosi con alleati che si possono chiamare Stati Uniti o Russia o come si vuole, in grado di sostenerne le sorti. Solo così Atene può pensare si invertire la tendenza. Diversamente, non farà altro che procrastinare nel tempo la sua condizione, peggiorandola». Accordo Italia-Svizzera e fine del segreto bancario. Per Renzi torneranno allo stato miliardi di euro. Per il professor Rinaldi quanti ne rientreranno? «In base a precedenti esperienze analoghe, abbiamo visto che i soldi che tornano in Italia sono meno di quelli previsti dai vari governi. In questo caso specifico, va precisato che l’accordo con la Svizzera andrà a regime nel 2018, non domani. Mi domando: nel 2018 ci sarà ancora Renzi a Palazzo Chigi? Siamo agli annunci, come sempre. In sé, l’accordo è positivo: quando si parla di lotta all’evasione fiscale sono pienamente concorde, ma qui prima di vedere rientrare i capitali all’estero dovremo attendere un po’ di tempo. Da qui al 2018 ciò che rientrerà sarà base volontaria da parte dei singoli soggetti che hanno capitali all’estero». Coi soldi in arrivo dalla Svizzera Renzi abbasserà le tasse? Non ci sono più alibi adesso? «Benissimo l’accordo Italia-Svizzera anche perché ci aspettiamo che dagli annunci di Renzi si passi all’abbassamento del carico fiscale nei confronti dei contribuenti italiani. Aggiungo: il successo dell’accordo con la Svizzera si misurerà quando saranno tagliate le tasse. Sarà quella la prova del nove, al di là degli annunci e dei buoni propositi». 
autore / Lucia Bigozzi
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