Rinaldi (Economista): “Apertura della Merkel? Ci terrà ancora di più sotto scacco”

24 giugno 2014 ore 11:31, Andrea Barcariol
Boccia le parole della Merkel sulla flessibilità e prevede imminenti elezioni politiche. Così Antonio Maria Rinaldi,
Rinaldi (Economista): “Apertura della Merkel? Ci terrà ancora di più sotto scacco”
docente di Economia internazionale all’Università di Chieti-Pescara, intervistato da IntelligoNews. E’ arrivata, a sorpresa, l’attesa apertura Merkel sul patto di stabilità. Cosa c’è dietro questa mossa? «Premesso che la politica della Germania è quella di non cedere neanche di un passo e che l’Italia non è in grado di dettare la linea, la sorpresa deriva dal fatto che fino a ieri si parlava di rigidità e rispetto delle regole. Quindi secondo me questa apertura è per calmare gli animi degli euroscettismi che in questa legislatura hanno una forza maggiore rispetto al passato e anche per portare avanti Juncker, il candidato della Merkel che non ha grandi consensi in Europa, a partire dagli inglesi. E’ una mossa politica. Comunque la maggiore flessibilità non provoca vantaggi reali ma solo la posticipazione dei problemi. L’euro si basa su un modello economico i cui principi rimangono fermi. Allentare alcuni vincoli, scorporare alcune voci, significa solo procrastinare i problemi. E’ come mettere la polvere sotto il tappetto». Perché? «Perché se ci viene data la possibilità di aumentare il deficit, aumenterà anche il debito pubblico, ma noi non abbiamo gli strumenti di politica economica classica per poter gestire questo debito. Non abbiamo una Banca Centrale, i problemi quindi rimangono intatti. Bisognerebbe rimuovere gli ostacoli, bisognerebbe poter gestire il debito in maniera diversa. Cosa che noi non possiamo fare, non possiamo aumentare la base monetaria e fare, ad esempio, come gli inglesi che si ricomprano il debito. Stiamo intorno al 137% nel rapporto tra debito pubblico e Pil e in questo modo ci troveremo in condizioni anche più difficili. Prepariamoci a ricevere nuovi inviti e letterine dall’Unione Europea che adesso ci dà respiro, sapendo benissimo che ci terrà ancora di più sotto scacco». Anche la Germania rischia di pagare l’eccessiva rigidità? «Noi stiamo raschiando il fondo del barile per rientrare nel limite del 3% di deficit stabilito dall’Europa, quando siamo gli unici dei 25 Paesi che hanno firmato il fiscal compact che hanno già inserito il principio del pareggio di bilancio strutturale nella Costituzione. La Merkel sta applicando la legge di Darwin, se il più forte si mangia tutti i più deboli alla fine muore anche lui perché non sa più cosa mangiare. E’ anche vero che un grande sforzo della Germania è stato quello di avere rapporti commerciali con Paesi extra Unione Europea. Questo la pone più a riparo rispetto agli altri». Renzi è l’uomo appoggiato dai poteri forti che può prendere in mano il Paese? «Per ora Renzi è andato avanti a slogan e buone intenzioni. Con il colpo da 80 euro ha acquisito un consenso popolare fortissimo. Il suo problema è il dissenso interno. Un dato è certo: i poteri forti sono molto veloci a dare l’appoggio come a toglierlo. Lo abbiamo visto con Monti e con Letta. Io sono convinto che Renzi vorrà andare alle elezioni politiche il prima possibile, con una nuova legge elettore, per capitalizzare questo vantaggio prima che finisca la luna di miele. Prima o poi i nodi verranno al pettine e quando bisognerà aumentare la pressione fiscali non credo che il supporto che gli hanno dato gli italiani rimarrà inalterato».
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