Ferrero (Prc): “Merkel non apre, consolida potere delle classi dominanti. Ora Renzi distruggerà il lavoro"

24 giugno 2014 ore 14:21, Andrea Barcariol
Nessuna apertura da parte della Merkel, ma la gestione di quanto conquistato. Questa Paolo Ferrerol’opionione del segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero che, intervistato da IntelligoNews, critica duramente anche l’operato di Renzi. Come giudica l’apertura della Merkel sul Patto di Stabilità? «Stiamo parlando non di un cambio di rotta ma, una volta incassato il risultato con le grosse stangate già fatte, adesso si permette ai governi di manovrare un po’ di più ma continuando a massacrare lo Stato sociale e il lavoro. Non mi sembra assolutamente un’inversione di rotta, c’è invece una flessibilità nella regolazione in cambio del fatto che si prosegua sulle riforme strutturali, come le ha definite Renzi: precarizzazione del lavoro, distruzione del welfare e privatizzazioni. Gli spread sono serviti a fare l’assalto al welfare e adesso gestiscono il fatto di aver sfondato le mura, per evitare di perdere voti a sinistra o a destra. La Merkel, che non è stupida, lavora per consolidare il successo che hanno avuto le classi dominanti ma senza cambiare direzione». Renzi oggi ha parlato di riforme entro 1.000 giorni. Come mai i tempi si sono così enormemente allungati? «Renzi è un teatrante. Va fatto notare che questi governanti gestiscono insieme, dopo che in campagna elettorale si sono insultati. Renzi e Berlusconi voteranno al Parlamento Europeo lo stesso Presidente, Juncker. La seconda presa in giro è Grillo che va nel gruppo con Farage, con un gruppo di estrema destra lituano e un gruppo di estrema destra svedese che addirittura teorizza la supremazia dell’uomo bianco. Ormai i partiti più grandi fanno puro esercizio teatrale di presa in giro della popolazione. Renzi quindi è coerente con questo impianto: la presa in giro come modalità di gestire in cui le cose che si dicono non hanno nessun valore e nessuna connessione con quanto si fa realmente». La legge sulle Unioni civili sembrano a una svolta. Sono il preludio ai matrimoni gay? «Finché le cose non si fanno è assurdo fare pronostici. In ogni caso le unioni civili sono un passo in avanti e noi auspichiamo che si arrivi alla possibilità del matrimonio. Vedremo, di sicuro si può intravedere qualche disponibilità in più sui diritti civili mentre c’è la distruzione dei diritti sociali. Queste due cose vanno insieme. La differenza sta anche qui: noi poniamo il problema sui diritti sociali, perché la gente ha diritto a mangiare».
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