Londra: nasce il “Royal Baby” dei Windsor. Firenze: "muore" il “Royal Baby” del Pd?

24 luglio 2013 ore 14:51, Alessio Di Mauro
Londra: nasce il “Royal Baby” dei Windsor. Firenze: 'muore' il “Royal Baby” del Pd?
Dopo giorni di fibrillante attesa seguiti dal clamore che la nascita dell’erede al trono d’Inghilterra ha suscitato non soltanto all’interno dei confini britannici, arriva dal nostro Paese l’inaspettata la notizia che riguarda un altro famoso “royal baby”
. Si tratta di Matteo Renzi, l’enfant prodige che avrebbe dovuto portare finalmente una luce di speranza nel comatoso schieramento del Pd. Ebbene la notizia che lo riguarda, purtroppo, è di segno diametralmente opposto rispetto a quella londinese. I messaggi che arrivano a Firenze sono tutt’altro che di giubilo e non hanno un fiocco azzurro a corredo come quelli indirizzati a Buckingham Palace. Al massimo sono listati di nero. In buona sostanza, per chi non l’avesse ancora capito, il piccolo Renzi sarebbe spacciato, "stecchito" come un Veltroni qualsiasi e come tutti gli altri aspiranti innovatori del partito prima di lui. Che il bimbo non stesse granché bene per la verità s’era capito da tempo. Non è un caso se ogni volta che da più parti gli veniva chiesto di scendere in campo per portare questo benedetto vento di giovinezza utile a svecchiare il partito e possibilmente il governo, lui glissava. E da Firenze arrivavano inequivocabili segnali d’insicurezza e titubanza: “Non è ancora pronto”, “Non sono maturi i tempi”. Ad aggravare il quadro, poi, la tendenza a fenomeni isterici di ripicche e narcisismo che con il passare del tempo hanno assunto toni parossistici tali da portare il "piccolo Renzi" a sfidare da solo il governo approfittando dello scandalo kazako Il suo ingenuo e capriccioso disegno era quello di chiedere le dimissioni del ministro con la speranza di spiazzare il Pd e far cadere la maggioranza, insediandosi poi con ciuccio e seggiolone a Palazzo Chigi. Spesso si tratta di pulsioni autolesionistiche, un po’ come quella che spinge i piccoli a mettere il ditino nella presa della corrente, tipiche dell’infanzia e molto pericolose: come minimo si rischia di finire sculacciati, ma in qualche caso può andare molto peggio, proprio come è accaduto al povero Matteo. All’ex “bambino d’oro” del Pd, infatti, sono state fatali le scoppole che nonno Napolitano ha deciso di assestargli per punirlo dell’improvvida kazakata. Evidentemente troppo fragile, non ha retto quelle botte e in un attimo s’è consumata la tragedia. Così, per un “royal baby” che viene a Londra, un “royal baby” rimane a Firenze: la prima è una notizia che ha tenuto in fibrillazione tutto l’Occidente, della seconda invece non importava poi troppo a nessuno. Tranne a quelli del Pd che - come giurano in molti - sotto sotto se la sono gustata parecchio.
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