Centrodestra, Cattaneo (Fi): “Doveroso riunirci. Un’agenda semplice e primarie. Non dobbiamo fare come Renzi"

24 luglio 2014 ore 16:52, Lucia Bigozzi
Centrodestra, Cattaneo (Fi): “Doveroso riunirci. Un’agenda semplice e primarie. Non dobbiamo fare come Renzi'
In mission negli States. Scelto insieme ad altri, per portare la sua esperienza di amministratore e guardare alle esperienze a stelle e strisce nei più svariati campi della cosa pubblica. Ma l’occhio all’Italia, Alessandro Cattaneo ex sindaco di Pavia, responsabile in Fi della formazione degli amministratori locali, lo tiene ben aperto e con Intelligonews analizza cosa, come e chi mettere in pista per ricomporre il centrodestra.
Cattaneo, perchè dovrebbe funzionare oggi quello che non ha funzionato ieri? «Ricomporre il centrodestra è doveroso. Credo che molti degli strappi che si sono verificati siano dovuti a personalismi più che all’offerta politica in sé. Penso anche che col tempo sia possibile smussare gli angoli dei personalismi, magari uno si rende conto che la politica deve venire prima». Ma alla fine le persone sono sempre le stesse. «Certo, è vero che mettendo insieme le stesse persone che a vari livelli hanno determinato gli strappi è più difficile. E’ più agevole se la ricomposizione avviene attraverso una figura baricentrica che non può che essere Berlusconi che oltretutto oggi ha riacquistato una sua agibilità politica, ma con attorno un lavoro di figure e sensibilità nuove finalizzato a riavvicinare le posizioni. Toti, ad esempio, non c’era prima e quando parla con Alfano, la Meloni o Salvini può essere un elemento importante di confronto scevro dai retaggi del passato. Io stesso, quando giro il territorio e parlo di questioni locali che toccano la vita delle persone, vedo che sui contenuti non ci sono differenze sostanziali né troppi ostacoli alla ricomposizione». Di ostacoli, meglio, paletti Formigoni di Ncd ne mette due nell’intervista a Intelligonews: no a soglie alte sull’Italicum e primarie per la leadership. Cosa gli risponde? «E’ imprescindibile il fatto che noi sulle soglie da abbassare ulteriormente siamo contrari perché vuol dire rifare i partitini, per carità… la via è coalizioni bipolari. Sulle primarie le ritengo un modello positivo per selezionare la classe dirigente, salvo il fatto che prima di tutto dobbiamo dare agli elettori motivazioni credibili e profonde per mettersi in fila e votare. Secondo me, oggi l’urgenza è tornare a fare una collocazione su un’offerta politica chiara, netta e recuperare gli elettori che se si sono allontanati. Considerato che non sempre dal nostro elettorato abbiamo avuto grande partecipazione, non vorrei che le primarie rischiassero di diventare un esercizio che non risolve quei problemi per cui sono nate. Io ci credo, voglio farle ma in maniera giusta, che siano veramente di apertura e coinvolgimento della gente, fondamentale per rilanciare un’area politica e un nuovo corso». Il punto è che Lega e Fdi sono antieuropeisti, Ncd vuole il Ppe italiano e Fi ha assunto un profilo più liberal. Su quale base potete rimettervi insieme? «Le differenti visioni in campo europeo possono starci, lo trovo legittimo, specie quando in una campagna elettorale difficile c’è chi ha avuto bisogno di alzare i toni. Ma due sono secondo me i punti su cui ci si può ritrovare: il primo riguarda i valori da rimettere in fila; l’altro è un’interlocuzione col governo sulle questioni cruciali per il paese. I nostri son valori alternativi alla sinistra: immigrazione, politica economica e – dico io – uno choc della spesa pubblica sono temi sui quali possiamo ritrovarci». Ma non c’è il rischio di una riedizione dell’Unione in salsa centrodestra, che magari riuscirà a battere la sinistra ma poi non avrà al suo interno stabilità e compattezza per governare. Cosa risponde? «Rispetto al passato si tratta di mettersi d’accordo su un’agenda molto delineata, ristretta ma largamente impegnativa e coraggiosa. E’ inutile mettere tanta carne al fuoco; lo stesso Renzi ne ha messa molta e ora rischia di bruciarsi…Crescita, debito pubblico, economia sono le questioni di cui dobbiamo parlare. Spesso molti elettori del centrodestra mi dicono: dite cose di centrodestra…». Modello Ppe italiano come vuole Ncd, modello Le Pen come invoca la Lega o modello Cameron? «Io tifo per Cameron, ma non bisogna guardare troppo al modello europeo. In Italia credo occorra tornare a guadare a un modello di federazione tra i partiti, un po’ come era la Casa delle Libertà, con una leadership riconosciuta da tutti e una coalizione compatta».
autore / Lucia Bigozzi
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