Gozi (Pd): «Voglio un congresso delle idee. Sì al ticket Matteo-Debora. Sono aperto al presidenzialismo»

24 maggio 2013 ore 14:09, Marta Moriconi
Gozi (Pd): «Voglio un congresso delle idee. Sì al ticket Matteo-Debora. Sono aperto al presidenzialismo»
«Una modifica debole della legge elettorale vorrà dire larghe intese per l’eternità». Sandro Gozi, deputato del Pd, è d’accordo con quanto ha detto oggi a La Repubblica Walter Veltroni e, intervistato da IntelligoNews, ha aggiunto: «La soluzione è ritornare al Mattarellum e andare avanti rapidamente verso le riforme. La mia preferenza va al sistema maggioritario. Poi, al maggioritario gli si può costruire intorno doppio turno e presidenzialismo; una cosa su cui ragionare». Sulla questione del congresso Pd e del suo possibile spostamento, è categorico: «No va spostato. Anzi, facciamo un congresso delle idee per l’Italia. Renzi si impegni e rinunci a tatticismi. E se Debora vorrà impegnarsi, mi sembra una bellissima notizia». E mentre si attende di sapere la data, Gozi fa sapere che sta lavorando ad un «evento di ascolto della base. Ci saranno diversi esponenti politici e sarà il 22 giugno a Roma». Oggi su La Repubblica Veltroni  dice no alla modifica light della legge elettorale. Il ‘Porcellinum’ non gli piace. A lei? «Sono d’accordo con Walter. Anche ieri avevo detto che una debole modifica della legge elettorale vorrebbe dire larghe intese per l’eternità. Non è accettabile un ritocco, la trappola di un premio di maggioranza al 40% prolungherebbe la situazione attuale. La soluzione è ritornare al Mattarellum e andare avanti rapidamente verso le riforme. La mia preferenza va al sistema maggioritario. Poi, al maggioritario gli si può costruire intorno doppio turno e presidenzialismo; una cosa su cui ragionare. Parlare di semi-presidenzialismo vuole dire in maniera imprescindibile, però, parlare di conflitto d’interesse perché sarebbe inaccettabile avere un presidente della Repubblica con questo problema. Dobbiamo tornare a quanto promesso all’inizio: siamo nati per costruire una sana democrazia dell’alternanza e per decidere in maniera concreta e rapida. Proprio per questo, chi non è coerente con l’impostazione che avevamo voluto dare al Pd, cioè chi è per il sistema proporzionale puro, deve dare delle spiegazioni alla base». Sì all’alternanza, quindi le larghe intese devono durare il meno possibile? «Questo governo è stato definito da Letta un governo di servizio. Tanti passi avanti vanno fatti e vanno risolti: la disoccupazione giovanile, l’abolizione province e quella del finanziamento pubblico ai partiti. Queste sono le priorità del governo. Poi noi, insieme al governo, dobbiamo fare le riforme  nel più breve tempo possibile. C’è un’emergenza sociale a partire proprio dall’occupazione giovanile e dalla cassa integrazione, e poi c’è un’emergenza elettorale istituzionale. Questioni che vanno risolte per poi tornare all’alternanza che serve all’Italia». Caso MPS. Il M5S ha chiesto una Commissione parlamentare bicamerale d’inchiesta. Che ne pensa? «La commistione d’interessi tra banche, fondazioni e politica è una questione che va risolta. Non si può continuare con una politica che influenza così fortemente le nomine. Credo che nei consigli delle banche ci debba essere gente competente che non risponda a logiche politiche di correnti e sottocorrenti. E’ un sistema che l’Italia non si può più permettere. Se sono necessarie nuove leggi vanno fatte. Quindi sì alla separazione degli interessi e all’autonomia delle banche. Secondo punto sulla vicenda MPS. E’ l’apice di una patologia e il problema va dibattuto politicamente. Non so se sia necessaria una Commissione inchiesta come ha chiesto il M5S, oppure un altro strumento, ma occorre parlarne». Ignazio Marino voterebbe Matteo Renzi o Debora Serracchiani al congresso. L’ha stupita questa affermazione? «Anch’io ho chiesto a Renzi di impegnarsi nel prossimo congresso. Il nuovo Pd è vitale per la democrazia italiana, serve al Paese e deve realizzare le promesse del 2007. Diciamo che oggi nel Pd c’è una bad company ( e dopo i fatti del 19 aprile non c’è dubbio), ma penso che dobbiamo creare good company e lo dobbiamo fare attraverso il congresso. Ma richiede il massimo impegno da parte di tutti coloro che hanno energie e la possibilità di impegnarsi in prima persona. Renzi se rinuncia ai tatticismi può farlo. La prospettiva della sua premiership è ampiamente condivisibile e l’auspico. Però di tattica la politica italiana è morta. Auspico che si impegni. Quanto a Debora Serracchiani credo che ora voglia impegnarsi come presidente della Regione Friuli Venezia Giulia. Ma se vuole impegnarsi mi sembra una bellissima notizia. Poi c’è Fabrizio Barca, il cui documento per me è poco leggibile ma ci sono degli spunti, che per esempio gira per il Paese senza dire cosa voglia fare. Scenda in campo anche lui. Io mi posso trovare più vicino a Renzi e a Serracchiani piuttosto che alla logica da apparato ex Pci che ha Barca. Ma al congresso devono potersi mettere in gioco tutti». Se spostano il congresso? «Il congresso va fatto a novembre, faremmo un grosso errore politico a non farlo. Siamo in una situazione d’emergenza: abbiamo un presidente del Consiglio che deve lavorare duro in un contesto istituzionale difficile, abbiamo la nostra base che ancora non ha digerito lo sgarro politico a Bersani e Prodi. Se non avremo il coraggio di fare un congresso delle idee per l’Italia, e di farlo quest’anno, diciamo pure che rinunceremmo a costruire un nuovo Pd. E’ necessario poi procedere in questo senso anche per sostenere lealmente Enrico Letta. Gli si dà più forza se nel partito si dibatte e ci si confronta. Dobbiamo cominciare dalle proposte e non dai nomi. Tutti noi dobbiamo cominciare a lavorare su documenti, anche a più firme. Avviamo il congresso così». Quindi sta già preparando proposte e documenti per il congresso? «Con varie reti nate su facebook, con Insieme per il Pd e altri gruppi, stiamo lavorando ad un evento di ascolto della base. Ci saranno diversi esponenti politici e sarà il 22 giugno a Roma. Vedremo le priorità e metteremo sul tavolo le idee e lavoreremo con tutti per far emergere delle proposte».  
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