Nativi digitali senza emozioni. L'esperienza di Meluzzi: “Desensibilizzati sistematicamente. Così crescono i narcisisti di domani”

24 settembre 2014 ore 12:49, Giuseppe Tetto
Nativi digitali senza emozioni. L'esperienza di Meluzzi: “Desensibilizzati sistematicamente. Così crescono i narcisisti di domani”
I nativi digitali rischiano di non riconoscere più le emozioni. La colpa? L’elevata esposizione ai media elettronici. A renderlo noto è un gruppo di ricercatori dell’Università della California, Los Angeles, che hanno analizzato la capacità di leggere le emozioni umane di un centinaio di bambini di 11 anni. Il risultato, pubblicato su Computers in Human Behavior, è stato ottenuto dopo aver somministrato una serie di test su due gruppi differenti di bambini: il primo aveva passato i cinque giorni precedenti al test in un campo naturale e scientifico nel quale non era concesso l’uso di televisione, computer e smartphone. I loro risultati sono stati poi confrontati con quelli ottenuti dal secondo gruppo provenienti dalla stessa scuola, che, però, in quei cinque giorni erano rimasti nel loro ambiente abituale. Grazie all’assenza di media elettronici, i bambini del primo gruppo si sono dedicati per cinque giorni a varie attività ricche di opportunità di interazioni personali dirette e ciò ha migliorato in maniera significativa la loro capacità di lettura emotiva rispetto ai loro coetanei rimasti a scuola, che hanno passato in media quattro ore e mezza al giorno davanti a uno schermo elettronico. Lo studio, anche se con qualche incertezza apre, anzi scava dentro un argomento delicato e che presta il fianco al mancato controllo e alla superficiale gestione dei rapporti delle nuove generazioni digitali con device di ultima generazione. Per entrare nel profondo del problema, Intelligonews ha chiesto il parere allo psichiatra Alessandro Meluzzi.   E' davvero possibile arrivare alla perdita di emozioni, se sottoposti a un eccessiva esposizione ai media elettronici? "L’iperstimolazione virtuale va a collidere con i modi e con le forme che permettono ai sentimenti umani di sedimentare nel corpo e nella mente. Questa dimensione dell’incorporeo tende a produrre un meccanismo di  Arrivano una quantità di immagine di tutti i tipi, violenti, erotici, paurosi che danno all’individuo la percezione di restare in bilico fra il reale e l’irreale". Che tipo di adulti si corre il rischi di diventare, senza il giusto equilibrio? "Si rischia di avere persone estraniante dall’ambiente, adulti solitari e anaffettivi, tutti concentrati in questo narcisismo offerto dalla vita da social network". Ci può fare un esempio dato dalla sua esperienza sul campo? "Sono moltissimi i giovani che partendo da una semplice dipendenza dal web arrivano a vedere il mondo solo ed esclusivamente come la rete di un device. Posso fare l’esempio di un ragazzo che seguiamo in una comunità e che vive 20 ore al giorno davanti ai videogiochi e al web. A tutti noi poi è capitato, andando fuori a cena, di vedere gruppi di giovani che invece di interagire, ridere, toccarsi, parlarsi, si chiudevano sopra i loro smartphone. E la cosa preoccupante è che sta diventando la prassi". Come possono intervenire dal punto di vista dell’educazione/prevenzione le famiglie, le scuole e le istituzioni? "Le istituzioni credo in nessuno modo. Le scuole, invece, ad esempio devrebbero trovare il giusto equilibrio fra i vecchi libri di studio e l’uso del tablet. La famiglia, infine, ha il grosso del lavoro, cercando in primo luogo di ritrovare quelle occasioni di dialogo che oggi sono diventati un ricordo lontano". Il 13 ottobre la Commissione presieduta da Stefano Rodotà, presenterà la  “Carta dei diritti e doveri di Internet”. Cosa ne pensa? "Io credo nelle carte dei diritti e dei doveri come a un nulla. Le carte dei diritti dell’uomo e del cittadino dal 1700 in avanti, hanno solo sparpagliato delle banalità o delle norme inapplicabili, alla carta dei diritti del 1948, da cui poi è nato tutto il mezzo secolo che purtroppo abbiamo conosciuto. Quindi io credo a queste moratorie universali come a... un nulla".
caricamento in corso...
caricamento in corso...