Italicum, riforma con poca forma e molte alleanze “preferenziali”

25 gennaio 2014 ore 10:00, Lucia Bigozzi
Italicum, riforma con poca forma e molte alleanze “preferenziali”
Percorso a ostacoli. Su è giù nella girandola di incontri e polemiche. Sul web impazza il tiro (bipartisan) incrociato sul faccia a faccia nel quartier generale di Forza Italia tra Verdini, archistar di leggi elettorali e Maria Elena Boschi ambasciatore renziano per le riforme. Summit che chiude una settimana al cardiopalma tra Direzione Pd, dimissioni di Cuperlo e minoranze interne sugli scudi, botta e risposta Letta-Renzi.
ITALICUM A MONTECITORIO. Testo base in Commissione Affari Costituzionali, d-day 29 gennaio. Corsa contro il tempo e tra le forche caudine dei novelli fans delle preferenze: dai cuperlian-bersaniani-dalemiani della minoranza dem, ad Alfano (Ncd) passando per i partiti minori che “dall’Italicum sbarramento” sono tenuti al palo, anzi fuori. Renzi tiene il punto: apertura ma a condizione che siano “tutti d’accordo”. Eppure l’accordo per superare le liste bloccate non c’è. Berlusconi non ne vuole sentir parlare e ieri Verdini lo ha detto chiaro alla Boschi che a sua volta, però, sarebbe riuscita a strappare una disponibilità sull’innalzamento della soglia di coalizione raggiunta la quale scatta il premio di maggioranza: dal 35 per cento al 38 per cento. Alfano apre alle preferenze ma incappa nel “muro” del ministro dem Franceschini, paradossalmente sulle stesse posizioni del Cavaliere. RENZI-LETTA: TOSCANI IN ROTTA. Il premier rompe il silenzio ma non l’aplomb che lo contraddistingue: tono pacato, passo felpato, a Otto e mezzo (La7) parla del suo governo ma non senza lanciare un siluro travestito da suggerimento al leader Pd: no alle liste bloccate, sì al conflitto d’interessi entro l’anno. Un “uno-due” all’indirizzo di Renzi che è sembrato il tentativo di mettere una mina nel delicato percorso delle riforme costruito faticosamente dal segretario dem col Cavaliere. Un avvertimento dopo le critiche un giorno sì e l’altro pure di Renzi al suo governo? Il sindaco-rottamatore non è rimasto con le mani in mano: se Letta ha il passo lento, lui è svelto: così il doppio-messaggio arriva in un tweet sull’account di Palazzo Chigi e degli anti-renziani: attenzione, se si smonta l’impianto si va al voto. Scenario per ora sullo sfondo perché tutti a parole vogliono l’Italicum al posto del Porcellum, ma nei fatti la saldatura del fronte “preferenze o morte” non promette niente di buono. Il sospetto tra gli “italici” convinti è che si giochi a melina per far saltare tutto per poi andare alle urne col proporzionale puro deciso dalla Corte Costituzionale, non dal parlamento.
autore / Lucia Bigozzi
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