Riforme, Comi (Fi): “Il problema è tutto a sinistra. Dl detenuti: i carcerati tornino nel loro paese di origine"

25 luglio 2014 ore 15:28, Lucia Bigozzi
Riforme, Comi (Fi): “Il problema è tutto a sinistra. Dl detenuti: i carcerati tornino nel loro paese di origine'
“Se ci sono 8mila emendamenti o si è sbagliata la mediazione o si è sbagliata la legge. E’ il solito problema dentro tra sinistra, se lo risolvessero loro. Renzi dimostra di non essere multitasking come invece è su Twitter”. Lara Comi, europarlamentare di Fi, va al sodo e nell’intervista a Intelligonews tira in ballo la “sciura Maria” per dire che prima del Senato ci sono altre priorità per il paese…
Giusto o no lo stop dell’8 agosto sul voto per la riforma del Senato? «Quando si presentano ottomila emendamenti - e parlo per esperienza al parlamento europeo – significa due cose: o che si è negoziato male o che la riforma non va assolutamente bene. Alcuni emendamenti possono essere strumentali ma visto che la maggiorparte sono stati presentati da Sel, ciò evidenzia che si tratta di un problema interno alla sinistra e quindi se lo risolvessero da soli nel centrosinistra. Non possiamo andare avanti con le divisioni nel centrosinistra e poi le riforme vengono approvate grazie al centrodestra». Ma è d’accordo a no con lo stop al dibattito parlamentare deciso dalla maggioranza? Ci vede una dose di autoritarismo? «Le imposizioni non vanno mai bene da nessuna parte. A me dispiace molto che non si facciano le riforme che servono ai cittadini. La dico così: alla ‘sciura’ Maria gliene po’ frega de meno, come dicono a Roma, del Senato elettivo. Renzi ha annunciato il Jobs Act, benissimo, dov’è? E la riforma del fisco? E il tema dell’immigrazione? Possiamo portare avanti questi provvedimenti e a lato quello sul Senato? Se tutto è monopolizzato dal Senato vuol dire che allora Renzi non vuole essere multitasting come invece è su Twitter…». Dl svuota-carceri: come spiega al suo elettorato che Fi si è astenuta sugli 8 euro ai detenuti? «Conosco il tema e me ne sono occupata relativamente al carcere di Busto Arsizio che rientrava nei penitenziari condannati dall’Ue. Per me lo svuota-carceri deve essere fatto semplicemente riportando nel loro paese le persone condannate in Italia. Faccio un esempio: una persona viene arrestata a Malpensa? E’ francese piuttosto che spagnolo o extracomunitario? Bene, lo si imbarca su un areo e lo si accompagna nel suo paese di origine dove sconterà la pena comminata in Italia. Del resto, sono gli stessi detenuti che lo chiedono. Un intervento di questo genere costa circa mille euro a persona, a fronte di costi molto più elevati che affrontiamo per tenere persone straniere nei nostri carceri, anche di fronte al tempo necessario per un ipotetico ricorso alla condanna. Se uno ha commesso un reato non è che a causa del sovraffollamento delle carceri può essere rimandato a casa. Per me, lo svuota-carceri è questo: riportare i detenuti nel loro paese a scontare la pena». Ennesimo caso di contraffazione dell’olio. Come intendete tutelare il Made in? «A livello normativo tutto ciò che potevamo fare l’abbiamo fatto: c’è una norma che impone che l’olio extravergine sia al 100 per cento olio italiano. Nel caso specifico, è un problema di controlli e qui faccio un appello ai produttori e ai consumatori. Di fronte a ciò, noi una volta che in parlamento abbiamo fatto la legge non possiamo fare molto di più. Sicuramente c’è da innalzare le pene, renderle più severe e, ovviamente, uguali in tutta Europa».
autore / Lucia Bigozzi
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