Di Stefano (Fi): "Come non c'è un Berlusconi francese, non vedo una Le Pen in Italia"

25 marzo 2014 ore 13:18, Andrea De Angelis
Di Stefano (Fi): 'Come non c'è un Berlusconi francese, non vedo una Le Pen in Italia'
«Occorre riconquistare quei tanti elettori che chiedono una politica di valori e priorità che noi forse in questo momento abbiamo trascurato: vanno ripresi in maniera corretta quelli che sono da sempre i valori della destra».Così l'onorevole Fabrizio Di Stefano parla su IntelligoNews del particolare momento che sta vivendo Forza Italia. Sul tentativo di cercare una Le Pen italiana, Di Stefano è chiaro: «Non mi pare che ci sia un Berlusconi in Francia, così come non credo si possa individuare una Le Pen in Italia. Se ottengono consenso è anche per la loro unicità». Forza Italia si rinnova, ma l'assenza di Berlusconi dalle liste non rischia di indebolire troppo il partito? Il nome di Berlusconi ha sempre un richiamo indiscusso e indiscutibile, dentro o fuori le liste. Certamente una sua presenza avrebbe avuto una forza attrattiva maggiore.
Di Stefano (Fi): 'Come non c'è un Berlusconi francese, non vedo una Le Pen in Italia'
Di Stefano (Fi): 'Come non c'è un Berlusconi francese, non vedo una Le Pen in Italia'
Basterebbe avere quel nome, anche se solo delle figlie?
«Credo che come ha giustamente detto Berlusconi, il fattore dinastico non appartiene più a quest'epoca...». Potrebbe dunque essere un boomerang? «No, non sarebbe un boomerang, ma è chiaro che la figura del leader è la sua, è lui che ha la forza mediatica e di consenso, e questa non è trasmissibile per eredità...». Forza Italia fa parte del Ppe, ma manifesta un, come minimo, un velato antieuropeismo... «Che l'Europa vada cambiata è fuori di dubbio, non può essere ridotta ad un pangermanesimo che come concetto appartiene ai secoli passati. C'è dunque un'esigenza che si esplicita in forme più estremistiche, ma anche con posizioni meno forti: noi rivendichiamo, con toni e forma adeguati al caso, la necessità di rivedere i rapporti all'interno dell'Unione Europea». Lo chiedo a lei che proviene da An: c'è il rischio che Forza Italia lasci l'ala moderata ad Alfano e Casini e quella più di destra a forze, seppur diverse tra loro, come Lega Nord e Fratelli d'Italia? «Non credo ci sia questo rischio, i moderati non guardano a Ncd per vedere tutelate le loro garanzie. Indispensabile è però riconquistare quei tanti elettori che chiedono una politica di valori e priorità che noi forse in questo momento abbiamo trascurato. Quando sento parlare in certe trasmissioni del valore della diversità, credo che siamo proprio fuori strada. Vanno ripresi in maniera chiara e corretta quelli che sono da sempre i valori della destra. Non credo che oggi quell'elettorato abbia lasciato Forza Italia per andare a Fratelli d'Italia. Occorre, in sostanza, abbracciare sia i valori dei moderati che quelli della destra storica: certe sbandate che avvengono nel nostro partito con dichiarazioni improvvide, non contribuiscono al suddetto sforzo. Su questo dobbiamo lavorare». Chi è il politico italiano che somiglia di più a Marine Le Pen? «Fare questi similitudini credo che sia sbagliato, è come dire chi è l'esponente politico francese che somiglia di più a Berlusconi. Non mi pare che ci sia un Berlusconi in Francia, così come non credo si possa individuare una Le Pen in Italia... Se ottengono consenso è anche per la loro unicità, per una chiara connotazione della propria identità».      
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