Formigoni (Ncd): “Se Silvio ha ragione, revisione del processo e rinvio della decadenza. Ecco perché non scendiamo in piazza”

25 novembre 2013 ore 15:07, intelligo
Formigoni (Ncd): “Se Silvio ha ragione, revisione del processo e rinvio della decadenza. Ecco perché non scendiamo in piazza”
di Claudia Farallo   “Sappiamo bene che, purtroppo, Berlusconi ha in corso altri processi e altri ancora potrebbero scattare, quindi è possibile che Napolitano voglia vederne lo svolgimento”. Il senatore di Ncd Roberto Formigoni, intervistato da IntelligoNews, sottolinea l’influenza che il fattore “processi in corso” potrebbe avere sulla decisione di Napolitano in merito alla grazia a Silvio Berlusconi. “Su questo punto, nel corso di questi mesi, c’è stato un intenso scambio di opinioni tra Quirinale e Berlusconi, in parte pubblico e in parte privato e riservato”, rivela Formigoni. Sul futuro di Ncd, essenziale sarà l’azione di governo: “Non deve deludere le nostre attese”, dichiara il senatore, che alle dichiarazioni di Renzi sul potere del Pd di dettare l’agenda al governo con la sua segreteria risponde: “Sbaglia. Se Renzi vuol far saltare in aria il governo sarà punito dagli elettori”.   Oggi Berlusconi presenterà delle carte che potrebbero far riaprire il processo Mediaset. Cosa potrebbe accadere? “Vedremo queste carte. Certo, se saranno convincenti, si porrà il problema di revisione del processo. Su questo dovrà decidere la magistratura. E forse, a quel punto, sarebbe opportuno che il Senato rinviasse il voto di decandenza. Dico forse nel senso che si aprirebbe un conflitto di interpretazioni molto ampio. C’è un doppio interrogativo: per la magistratura e per il Senato”.   Come possiamo interpretare la decisione, annunciata da Alfano, di non scendere in piazza? “È naturale e inevitabile. Si sta dando un rilievo eccessivo a una questione assolutamente marginale e secondaria. L’esempio è quello solito del dito che indica la luna. Che cosa faranno i senatori del Ncd? Voteremo compattamente contro la decadenza e faremo dichiarazioni in Aula inequivocabili. Questo è il modo in cui difenderemo Berlusconi, perché ne siamo convinti. La nostra linea non si decide nell’andare o meno a una manifestazione. In politica si agisce con dichiarazioni e voti in Parlamento”.   In altre occasioni, in passato, il Pdl era stato compatto sull’opportunità di scendere piazza. “Ma adesso il Pdl è morto. Il fatto che Fi vada in piazza è pienamente legittimo, ma noi che siamo un altro partito riteniamo di esprimere la nostra posizione in Parlamento”.   La definizione di “colpo di Stato”... “Eccessiva. Come ho già detto, a Berlusconi vanno concesse tutte le attenuanti di una persona esasperata, che ritiene di subire un’ingiustizia gravissima. Ma quelle espressioni non sono accettabili e non sono condivisibili”.   Berlusconi non chiede la grazia e Napolitano fa sapere che non ci sono le condizioni per concederla. Come giudica la questione? “Assai delicata. Su questo punto, nel corso di questi mesi, c’è stato un intenso scambio di opinioni tra Quirinale e Berlusconi, in parte pubblico e in parte privato e riservato”.   Quindi c’è stata una richiesta ufficiosa? “Non so in che termini, ma certamente il tema è stato affrontato più volte in maniera riservata. Teniamo conto di due fatti. Da una parte, i toni volgari usati da alcuni esponenti di Fi nel corso di questi mesi. Non mi riferisco a Berlusconi ma ad altri personaggi che si sono autodefiniti con animali vari, che volano o che strisciano. In secondo luogo, sappiamo bene che, purtroppo, Berlusconi ha in corso altri processi e altri ancora potrebbero scattare, quindi è possibile che Napolitano voglia vederne lo svolgimento”.   Vuol dire che non si vorrebbe vedere l’appena ‘graziato’ nuovamente condannato, ma anche che si potrebbe voler aspettare eventuali altre condanne prima di procedere con l’atto di clemenza? “Non sto facendo affermazioni categoriche. Dico che, probabilmente, tutti questi fatti influiscono sulla vicenda e bisogna tenerne conto. Non riduciamo tutto allo scambio di battute di sabato e domenica fra Berlusconi e Napolitano. C’è una lunga storia e ci sono delle implicazioni che influiscono sulla vicenda. Berlusconi è una persona che merita la grazia. Ma, primo, è una decisione che spetta al capo dello Stato e, secondo, ci sono queste complicazioni”.   Quindi potremmo aspettarci la grazia in un secondo momento? “Non siamo noi a decidere, ma queste cose vanno tenute in considerazione. Potrebbero esserci dei provvedimenti successivi”.   Dopo la separazione con Fi, quali sono le “frecce” programmatiche che Ncd è pronto a scagliare nei prossimi mesi? “Siamo nella fase nascente, stiamo registrando adesioni ed entusiasmo. Il 7 dicembre questa fase nascente si consoliderà, con la presentazione dell’identità, dei programmi, dello statuto. Dopo di che, continueremo la fase di adesioni formali. È chiaro che la nostra partita sarà decisa molto dall’azione di governo: bisogna che i nostri ministri ottengano un governo che sappia far funzionare le cose. Noi teniamo in piedi il governo, ma ci aspettiamo molto da esso. Non deve deludere le nostre attese”.   Renzi ha dichiarato che, se diventerà segretario, il Pd detterà l’agenda al governo. “Sbaglia. O è un’affermazione propagandistica da campagna elettorale, oppure, se il 9 dicembre Renzi violasse il patto che il Pd ha preso col governo, sarebbe un segno di irresponsabilità gravissimo. Questo è un governo eccezionale, di larghe intese, in cui chi siede al tavolo lo fa con identica dignità. Se Renzi vuol far saltare in aria il governo sarà punito dagli elettori”.
autore / intelligo
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