Aborti dentro o fuori le sbarre?

25 settembre 2013 ore 16:07, intelligo
Aborti dentro o fuori le sbarre?
di Andrea De Angelis Tre donne al sesto mese di gravidanza, già madri di più figli, e vittime in passato di aborti spontanei. Tre nomadi, rinchiuse in un'unica cella del carcere di Buoncammino, a Cagliari. "Una situazione igienico sanitaria al limite",  denuncia Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione "Socialismo, Diritti e Riforme". La minaccia di aborto spontaneo, per due delle tre, è stata certificata dai medici. Tutte e tre le detenute hanno già patteggiato la pena, ma non sembra esserci all'orizzonte un'alternativa alla prigione, nonostante la provincia di Cagliari abbia già da tempo presentato un progetto (CAMI) che istituisce un centro di accoglienza per le madri incarcerate.Donna-incinta-625x350L'appello  allo Stato e alla Magistratura che proviene dalle associazioni sarde è mettere al centro la tutela del minore: no a gravidanze (specialmente negli ultimi mesi) dietro le sbarre, no alla minaccia di aborti spontanei, no all'impossibilità di realizzare una situazione favorevole alla nascita di una nuova vita. Le periferie dell'esistenza, per citare un'espressione tanto cara a Papa Francesco che appena tre giorni fa ha visitato il capoluogo sardo, sono anche simili realtà.
autore / intelligo
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