Sblocca Italia, Padoan tira la cinghia: "Niente risorse". E Lupi rassicura Renzi

26 agosto 2014 ore 16:16, Giuseppe Tetto
Sblocca Italia, Padoan tira la cinghia: 'Niente risorse'.  E Lupi rassicura Renzi
Non è bastata la secchiata di acqua gelida che Renzi si è gettato sull’onda dell’#icebucketchallenge, perché appena rientrato dalle vacanze, ci ha pensato il ministro dell’economia Padoan a lanciargliene un’altra alle spalle, annunciando nell’incontro di ieri che l’atteso “Sblocca Italia” non ha le risorse per partire. Serve una cura rigida per il controllo della spesa, almeno fino a dicembre, deve essere ferreo. Di questo Padoan ne è certo perché è troppo grosso il rischio di sforare il 3% nel rapporto tra deficit e Pil, in pratica già raggiunto. Troppo alta la probabilità di infrazioni europee, proprio ora che Bruxelles si avvia a concedere flessibilità ai paesi riformatori e virtuosi. Brutte notizie quindi per Renzi e per la sua squadra. Oggi il ministro delle Infastrutture Lupi, intanto, rassicura: «Si sta lavorando in questi gironi, senza polemiche, e non c’è divergenza di opinioni tra il ministro dell’Economia, il presidente del Consiglio e il ministro dei Trasporti per arrivare al Consiglio dei ministri venerdì con la declinazione dei punti dello Sblocca Italia con le coperture». Il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, interpellato al Meeting di Rimini sul tema del problema delle coperture dello Sblocca Italia precisa che «lo Sblocca Italia e la Legge di stabilità viaggiano parallelamente. È probabile che una parte delle coperture sarà anticipata e partirà con lo Sblocca Italia per non lasciare scoperti quattro mesi, una parte partirà da gennaio con la Legge di stabilità». Ora Renzi è stretto su due fronti: un in Italia, nel consiglio dei ministri di venerdì, e l’altra al Consiglio Ue di sabato, quando potrebbe concretizzarsi la nomina di Federica Mogherini a nuovo Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'Ue. La partita, con l’avanzare delle ore, appare in discesa e nei prossimi giorni Renzi avrà un ulteriore giro di telefonate con i leader Ue per cercare di blindare la nomina della Mogherini e dare ulteriore spinta a quella flessibilità che l’Italia chiede all’Europa, non come una concessione, ma come svolta per la ripresa. E le prime crepe mostrate dall’economia tedesca e la spaccatura del Governo francese potrebbero fare gioco a chi venerdì metterà sul piatto le riforme dei Millegiorni.
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