Rodotà presidente, Grillo-Tricheco premier, Casaleggio alle Comunicazioni: ecco il rischio che abbiamo corso

26 aprile 2013 ore 17:59, intelligo
Rodotà presidente, Grillo-Tricheco premier, Casaleggio alle Comunicazioni: ecco il rischio che abbiamo corso
Tutti impegnati a ipotizzare il governo, a proporre la lista dei ministri, a esaltare Napolitano, ma quasi nessuno si è soffermato sul rischio che abbiamo corso (se non avesse prevalso il senso delle istituzioni, il bene comune, gli interessi generali della Repubblica). E per farlo capire chiaramente l’unica cosa è fare come se gli eventi, da una settimana a questa parte, avessero avuto un altro esito. Un altro esito che Giorgio Napolitano ha evocato, appena si è accorto che i partiti delle Larghe Intese, dopo il giorno (della sua riconferma), il giorno dell’ipocrisia, ossia degli applausi (anche un po’ sado-maso, erano tutti trasversalmente contenti degli strali contro di loro), stavano ricominciando con la loro solita, odiosa, manfrina, che tanto ha portato acqua al mulino di Grillo: veti incrociati, pregiudizi sulle persone, prove di forza, giochetti sui programmi, strategie e tattiche da quattro soldi… il tutto sulla pelle e sulle spalle degli italiani e a vantaggio dei numeri tremendi della crisi economica. E allora il capo dello Stato, secondo nostri spifferi, si è attaccato al telefono e ha cominciato a minacciare Pdl, Scelta Civica e soprattutto il Pd. “Se ci rifate io mi dimetto (schema Ratzinger) e non sciolgo le Camere”. Un autentico ricatto, che vuol dire: “Siete costretti a nominare di nuovo il Presidente”. Ed ecco cosa avremmo avuto o potremmo ancora avere (nuova maggioranza presidenziale – Pd, Sel, Mov 5 Stelle - e stessa maggioranza per Palazzo Chigi): Rodotà capo dello Stato, con buona pace dei grillini-giacobini anti-caste, che chiedevano un giovane al Colle; e poi, Il Grillo-Tricheco premier . Ministri, Casaleggio alle Comunicazioni, la Bonino (politiche comunitarie), Imposimato (Grazia e Giustizia), la Gabanelli (Pari Opportunità), Gino Strada (Sanità), Gustavo Zagrebelsky (le Riforme), Prodi (Economia) . Una bella squadra, non c’è che dire: dalla Quirinarie alle Urinarie. Stesso consenso della rete grillina: 48mila votanti “virtuali” (su 47 milioni di aventi diritto). Un incubo.
autore / intelligo
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