Bersani rottamati

26 febbraio 2013 ore 12:50, Alessandra Mori
Bersani rottamati
Sconfitto, eccome se lo è. Si prepara a lasciare da segretario e con amarezza, dicono i suoi ora. Certo, se avesse vinto, passare la mano della segreteria sarebbe stata tutta un’altra musica. Costretto a chiedere. Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, annunciato vincitore, deve piegarsi.  Prima di tutto a Grillo, dopo lo schiaffo ricevuto e il sorpasso inaspettato. Quel sorpasso che brucia, umilia. Già, perché alla Camera il Movimento cinque stelle avanza e surclassa il Pd. M5s raggiunge il 25,55, il Pd rimane al 25,42. Travolto a valanga, tsunami tour, tsunamiend per il politico- comico. E se per il risultato alla Camera riesce a non piangere, mastica amaro per quello del Senato. Dove gli mancano 38 seggi per non ballare. E allora? A chi chiederà? E poi c’è la riscossa del giaguaro. Quella sì, che non lo ha fatto dormire. Giaguaro che poco fa è tornato all’attacco. «L’Italia non merita l’ingovernabilità», si sbraccia il Cavaliere e si dice disposto a cooperare. Tanto è convinto che senza di lui e del Pdl non si potrà prendere decisione alcuna, calca la mano. Intanto le uniche parole del segretario sono: «Gestiremo il risultato». Esternerà alle 17. Ma il dato parla chiaro: il Pd, dal 2008 ad oggi, ha perso tre milioni e mezzo di voti. Che fare?
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