1) Bersani ci prova: «Governo di scopo»

26 febbraio 2013 ore 18:16, Alessandra Mori
1) Bersani ci prova: «Governo di scopo»
Bersani scopre le sue carte. «Governo di scopo per far convergere i grillini, ma aperto anche agli altri». La palla ora passa al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Pier Luigi Bersani cerca in conferenza stampa di attutire il colpo. Esordisce e subito rimarca: «Si capirà presto, da questa vicenda elettorale, chi ha voluto impedire la riforma della legge elettorale»
. Non vuole proprio starci Bersani a fare la parte del colpevole. Per questo scandisce che alle elezioni hanno pesato due elementi di fondo: la più grande crisi economica e la conseguente austerità. E poi c’è stato il rifiuto della politica, apparsa moralmente non credibile. Si giustifica: «Ma noi democratici questo lo abbiano visto cercando di corrispondere a questa novità con i nostri cambiamenti Abbiamo cercato di reagire, ma il problema ha sopravanzato le nostre ricette». E adesso si tratta di «prendere consapevolezza con umiltà della realtà, ma vogliamo essere utili al Paese». E ancora si difende: «Ma noi non siamo il problema, noi abbiamo tenuto. Senza vincere siamo arrivati primi. Adesso vogliamo proporre alcuni temi di cambiamento». Eccoli: riforma istituzionale, riforma elettorale, moralità pubblica e privata, difesa dei ceti più esposti alla crisi, impegno per una nuova politica europea. Poi arriva al punto dolente delle alleanze e spara il suo no a discorsi a tavolino per alleanze. Ma, c’è un ma, per gestire bisogna cambiare. Perciò si rivolge al Parlamento, per tutti i temi sociali. «Chi può rispondere a questo non lo so. Io non accetto più di parlare per enigmi. Io mi prendo le mie responsabilità». A questo punto calca la mano: «Anche gli altri se le devono prendere le proprie responsabilità ». Ma chi sono questi “altri” tanto “chiamati”? I grillini, è chiaro: «Dite quello che volete fare». Alla domanda sulle dimissioni risponde alla lettera: «Ma non è una novità. Io non abbandono la nave. Posso starci da capitano o da mozzo». Governo di scopo o di quale durata? «Lo lascio battezzare agli altri, non so, forse si può chiamare governo per il cambiamento. Sulla durata non so».
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