Terrorismo, Margelletti (Ce.S.I): “I foreign fighters rientrati in Italia sono monitorati"

26 febbraio 2015 ore 15:47, Lucia Bigozzi
Terrorismo, Margelletti (Ce.S.I): “I foreign fighters rientrati in Italia sono monitorati'
“I foreign fighters rientrati in Italia sono monitorati e questo significa che il nostro sistema di intelligence e sicurezza funziona”. Andrea Margelletti, presidente del Centro Studi Internazionali, “scannerizza” le parole del capo della Polizia, Pansa e a Intelligonews spiega sul piano tecnico i rischi per il nostro Paese e l’exit strategy contro i tagliagole in Libia. Il capo della Polizia ha parlato di 60 foreign fighters presenti nel nostro Paese, cinque dei quali italiani. Che significa per la sicurezza delle persone? «Significa che il nostro sistema di sicurezza ha monitorato i soggetti che tornano da un periodo di addestramento e vuol dire che questo monitoraggio funziona e che abbiamo la contezza di quello che succede». Sul piano tecnico come avviene il monitoraggio di queste sessanta persone? Pansa ha detto: sappiamo chi sono. «Si tratta di un monitoraggio che viene effettuato attraverso attività che vanno dall’intelligence elettronica al controllo fisico». Significa che sono neutralizzabili? «Il termine neutralizzabili equivale a dire uccidere. Nel caso specifico sono oggetto di una costante e capillare attività di controllo». L’altro passaggio forte dell’audizione di Pansa alla Commissione Schengen è che non c’è mai stato un rischio attentati come adesso. Qual è la sua idea? «Sono assolutamente d’accordo con Pansa perché la situazione internazionale è questa». Da tecnico, può dirci qual è la risposta migliore all’Isis? Armarsi o aspettare che la risoluzione Onu con la diplomazia al lavoro faccia vedere qualche risultato? «Anzitutto di quale Isis stiamo parlando? Ce ne sono diversi nello scenario medio-orientale…». Parliamo dei tagliagole in Libia. «In Libia la cosa più importante è fare accordi con le tribù locali, mettere attorno a un tavolo i loro leader e trovare un’intesa, perché la realtà libica è fortemente caratterizzata da contrasti clanici e solo se riusciremo a metterli attorno a un tavolo ridurremo il rischio dell’impatto dell’Isis in Libia». Il premier Renzi oggi ha detto “ripartiamo dal governo di Tobruk”. E’ una buona strategia? «Il mio Istituto sta fornendo studi e dati a tutte le realtà istituzionali che vanno esattamente in questa direzione. Evidentemente, siamo letti». Fuori dai denti: quanto è alto il rischio attentati a Roma dopo il video col mare di sangue e la propaganda dei tagliagole contro la Capitale? «L’Italia è in preda a un’isteria collettiva. C’è un rischio elevato di attentati che però come abbiamo visto, sono soprattutto azioni che potrebbero arrivare da europei addestrati e poi rientrati nei loro Paesi. Quando sento dire nei video di propaganda ‘sbarchiamo in Sicilia’ mi vengono i capelli dritti perché se loro sono a sud di Roma noi siamo a nord di Derna, ma che vuol dire? Il rischio attentati c’è ed è alto ma i potenziali attentatori potrebbero essere gli europei, italiani compresi». 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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