Fusaro: “La retorica di Tsipras che non cambierà nulla in Europa. Rodotà o Vattimo al Colle”

26 gennaio 2015 ore 11:00, Andrea Barcariol
Contento per il successo di Tsipras ma pessimista sulle ripercussioni che ci sarannoFusaro in Europa. Questo il pensiero del filosofo Diego Fusaro che intervistato da IntelligoNews fa anche due nomi per il Quirinale. Cambierà la politica del rigore in Europa dopo la vittoria di Tsipras? «Condivido quello che dice Tsipras: lotta contro il neoliberismo, lotta contro l’austerità, lotta contro le politiche della Merkel, ma non credo che ciò possa essere fatto rimanendo all’interno del sistema euro, come lui ha dichiarato. Quindi non cambierà nulla, perché l’unico modo per fare queste cose è togliere alla Germania e alla finanza il fucile che ha in mano: l’euro. Tsipras dice: “Il nostro obiettivo è salvare il sistema euro”, è come se Marx avesse detto: “Il mio obiettivo è salvare il sistema capitalistico". Al di là di questo entusiasmo iniziale, comprensibile, secondo me presto anche Tsipras dovrà rispondere ai mercati e alle politiche di austerità e lo farà a testa bassa. I problemi dell’austerità ci saranno finché c’è l’euro che è una moneta privata e uno strumento di governo». E’ giustificata tanta euforia in Italia visto che siamo il terzo Paese creditore della Grecia, con circa 40 miliardi di euro? «Tsipras non ha alcuna arma, sono tutte parole vuote, quindi il debito alla fine non verrà tolto. Dovrebbe essere invece la Germania, con un gesto analogo a quello che fece la Grecia dopo la fine del nazionalsocialismo, a condonare il debito. Ripeto, io non mi entusiasmerei molto per questa vittoria». La vittoria di Tsipras può dare la spinta alla minoranza dissidente del Pd a staccarsi e a formare un nuovo partito con Sel? «Credo che cercheranno di utilizzare e fare loro la retorica di Tsipras per raggranellare qualche voto in più, ma sono sempre partitini che hanno rinunciato da tempo alle grandi lotte sociali. Dovrebbero cambiare rotta e ricominciare a occuparsi di lavoro e di diritti sociali. Il problema dei giovani non sono i diritti civili, ma il lavoro, la disoccupazione e l’assistenza sociale». Oggi iniziano le consultazioni per il Colle. Chi vedrebbe bene al Quirinale? «Tra quelli papabili quello che mi ispira più fiducia è sicuramente Rodotà, persona di grande cultura, anche se non condivido molte linee del suo pensiero. Il mio preferito, in assoluto, invece è Gianni Vattimo, il filosofo italiano più noto e importante, con una visione politica molto attenta ai diritti sociali in cui per larga parte mi ritrovo».
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